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NOTA STAMPA COMITATO ESECUTIVO CISL SARDA DEL 15 FEBBRAIO 2021.

NOTA STAMPA COMITATO ESECUTIVO CISL SARDA DEL 15 FEBBRAIO 2021. Featured

NOTA STAMPA COMITATO ESECUTIVO CISL SARDA DEL 15 FEBBRAIO 2021.

“Sardegna, situazione gravissima, prospettive incerte e interlocuzione inesistente con la Presidenza della Giunta – urge iniziativa del Sindacato per invertire la rotta.”

Il Comitato Esecutivo della CISL Sarda si è riunito il 15 febbraio u.s., in modalità videoconferenza, per discutere della situazione politica e sindacale , con particolare riferimento alla emergenza sanitaria ed economica in atto, alle nuove prospettive di confronto con il prossimo nuovo governo e alla situazione del confronto con la Presidenza della Giunta, anche alla luce delle grave e peculiare crisi in cui versa la Sardegna. Per quanto attiene il rapporto con il Governo è stata registrata , da parte del Presidente incaricato Draghi, una nuova e positiva fase di apertura al confronto e alla partecipazione delle parti sociali in un momento decisivo per il paese, utile a dare il massimo impulso al superamento della crisi sanitaria economica e sociale. In tale contesto il Comitato Esecutivo ritiene che il confronto e la concertazione da attivare per la costruzione di un efficace piano di Ripresa e Resilienza, oltre che una buona programmazione di utilizzo del complesso delle misure e risorse messe a disposizione dall’Unione Europea, sia non solo utile ma necessario (insieme ad una opportuna stringente strategia sul versante sanitario) per condurre efficacemente il Paese fuori dalla grave emergenza in corso. Per quanto attiene la Sardegna, provenendo la nostra regione da condizioni strutturalmente già di estrema emergenza economica e sociale, la situazione si presenta ancora più grave poiché, l’ulteriore crisi indotta dalla pandemia, ha prodotto maggiori e tangibili danni sul tessuto economico ed occupazione con serie negative ripercussioni sulla coesione sociale. In particolare il Comitato Esecutivo ha sottolineato come elemento di forte criticità la totale assenza di confronto con la Presidenza della Giunta la quale ha evitato, in ogni occasione ed in ogni provvedimento, qualsiasi interlocuzione con le parti sociali; producendo in questo modo atti e riforme in maniera del tutto autoreferenziale e inappropriata, confondendo non solo l’ordine di priorità dei vari provvedimenti, ma anche la sostanza degli stessi. A distanza di due anni ormai dall’insediamento appare con evidenza scomparso qualsiasi principio di programmazione, avendo di fatto la Giunta promosso due finanziare c.d. tecniche (ci sarebbe da discutere sul merito e sostanza di tale connotato della fondamentale legge di governo della Regione) ed una manovra di assestamento, senza neppure un minuto di confronto con le parti sociali, costrette a rincorrere la discussione di strumenti quanto mai discutibili, in audizione nelle commissioni consiliari, dopo essere stati già esitati dalla giunta. E’ il caso oltre che delle manovre anzidette, solo per citarne alcune, della riforma sanitaria, della riforma degli enti locali, della riforma della riforma della Presidenza della giunta (DL 107/A). La costante assenza di confronto da parte del Presidente della Giunta, ha riguardato in maniera particolarmente grave l’emergenza sanitaria in tutte le sue fasi, nei presidi sanitari, sul territorio, sul necessario piano di vaccinazioni da attuare in Sardegna; generando così non solo incertezza e preoccupazione per la salute pubblica ma a pregiudizio anche delle attività produttive e del lavoro come della scuola, dei trasporti e dei settori più esposti alle conseguenze economiche della pandemia. Via Ancona n°1, 09125 - Cagliari Telefono 070349931 -- Fax 070304873 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. -- www.cislsardegna.it nota stampa cisl sarda 15feb2021 2.doc Altrettanto si rileva per quanto attiene le misure adottate dalla Giunta per rispondere alla emergenza economica ed occupazionale, ove gli interventi sui lavoratori previsti con la L.R. 22/2020 , sono di fatto per larga parte rimasti inattuati, così come anche poco efficaci e lenti continuano ad essere gli interventi di sostegno al sistema delle imprese. A tal riguardo è eloquente quanto evidenziato dai numeri contenuti nel DEFR 21-23, confrontati con quelli relativi al triennio precedente 19-21, ove si registra un incremento di 1.830 mld della previsione (causa covid-19) di bilancio alla fine del 2020. Contemporaneamente si è però registrata una vera esplosione dei residui passivi passati dai 462 milioni di euro del 2018 ai 2,876 mld del 2019, per raggiungere i 3,596 miliardi del 2020 (+ 3,135 mld euro; +678%); evidentemente non tutti determinati dal riorientamento della spesa generata per far fronte all’emergenza da Covid-19, ma segnale di un più generale e preoccupante rallentamento della capacità di spesa nel corso del biennio. La Regione quindi con la sua chiusura ed autoreferenzialità nell’assumere decisioni, non solo sbaglia nell’individuare le priorità e quindi gli interventi da realizzare, ma è bloccata da una grave e strutturale incapacità di spesa. Più volte e con varie iniziative, sia come CISL che con iniziative unitarie di CGIL CISL e UIL , il sindacato Sardo ha sollecitato invano la Giunta, il suo Presidente, ad uscire da un incomprensibile quanto ingiustificato e dannoso isolamento che rischia di compromettere il futuro dell’intera comunità dell’Isola. Occorre recuperare un metodo ed una prassi di confronto e relazione che metta al centro dell’azione di governo le vere priorità per la Sardegna: il superamento dell’emergenza Sanitaria, le misure urgenti a sostegno del sistema economico e sociale, il recupero immediato della capacita programmatoria e di spesa della regione, l’apertura di un concreto partenariato e progettualità sulla parte Sarda del Recovery Fund e del complesso delle misure di aiuto messe a disposizione dall’unione Europea. E’ questo il momento per costruire una prospettiva di sviluppo durevole e pervasiva per un’intera comunità, riducendo in maniera significativa le disuguaglianze, consegnando così ai giovani un futuro di progettualità e non di vane speranze per il loro futuro. Per rendere possibile tutto questo occorre recuperare il ruolo ed il senso della buona politica ed Istituzioni aperte al dialogo ed alla cooperazione. Il Comitato Esecutivo della Cisl Sarda prende atto negativamente che la Giunta Regionale e il suo Presidente, che ne ha la responsabilità di guida, non ha dal suo insediamento fin qui risposto alle esplicite richieste formulate in varie forme dal sindacato. Motivo per cui condivide e sostiene la necessità di porre in campo una efficace e visibile iniziativa Generale di CGIL CISL UIL in Sardegna, da realizzarsi a breve termine, secondo la tempistica e le modalità che saranno demandate al deliberato degli organismi Unitari del sindacato sardo che le Segreterie Confederali Regionali convocheranno nel corso dei prossimi giorni.

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