Domenica, 25 Ottobre 2020 | Login

Roma, 5 ottobre 2018 Prot. SG 162/U      Oggetto: Prime valutazioni Cisl sulla Nota di Aggiornamento al Def 2018 Carissime/i, in allegato le prime valutazioni della Cisl sulla Nota di Aggiornamento al Def 2018, di cui vi inviamo il testo ufficiale. Fraterni saluti          Annamaria Furlan

NOTA INFORMATIVA: ATTIVO UNITARIO SETTORE CALL CENTER Il giorno 25/9/2018 si è tenuto a Roma l' attivo unitario del settore dei contact center per la discussione sulla piattaforma unitaria per il settore. L' obiettivo che ci poniamo é quello di riportare l' attenzione delle istituzioni sulle problematica del comparto e, in conclusione, favorire la struttura di un quadro normativo che rafforzi e stabilizzi il settore. É infatti necessario invertire l' approccio delle aziende, comprese quelle pubbliche, verso i contact center, passando dalla loro attuale idea di centri di costo a quella di leva per la competitività sul mercato, attraverso la qualità del servizio. Il punto di partenza nella nostra discussione è la certificazione del fallimento del "protocollo di autoregolamentazione" sottoscritto al MISE il 4/5/2017, il cosiddetto "protocollo Calenda". Un fallimento che si è manifestato nell' incapacità da parte del mercato, e quindi delle aziende, di porre autonomamente in campo azioni che stabilizzassero e valorizzassero i lavoratori occupati. Non é stato raggiunto nemmeno l' obiettivo posto sul reshoring, ovvero il rimpatrio in Italia dei servizi affidati ai call center esteri nella misura dell' 80%. Il comparto dei call center ha sofferto, più di altri, per causa della sua fragilità, la crisi che ha colpito il settore delle tlc. Per questo motivo i lavoratori dei call center necessitano di maggiori garanzie e tutele. Innanzitutto il mantenimento dei call center all' interno del quadro di regole previsto dal CCNL delle Telecomunicazioni. In questa stessa direzione, quella delle tutele, chiediamo l' estensione della clausola sociale anche al mercato privato e non solo, com'è attualmente, limitata alla committenza della pubblica amministrazione. È poi fondamentale superare il sistema delle gare a minutaggio di conversazione (ti pago tot centesimi al minuto) per passare alle gare a corpo (ti pago per tot ore a prescindere dalle chiamate). Appare evidente come il sistema della gara a minuto abbia determinato una sorta di lavoro "a cottimo", a tutto svantaggio dei lavoratori ma anche delle aziende che, comprimendo i tempi in ottica di maggiori volumi, abbassano, se non addirittura rinunciano alla qualità del servizio. Chiediamo, anche qui, di estendere le tabelle ministeriali sul costo del lavoro dalla sola committenza della pubblica amministrazione a tutte le gare private, così da garantire che non esistano più lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Obbligo di risposta entro un limite di tempo: questo vincolo porterebbe le aziende del settore a doversi dotare di un organico sufficiente per fare fronte ai picchi di volume, eliminando contestualmente le cosiddette realtà da sottoscala, piccoli call center quasi invisibili che abbassano la qualità del servizio, del lavoro e della tenuta occupazionale. Per la stessa logica di tutela delle condizioni dei lavoratori, riteniamo necessario il divieto di subappalto: il "labour intensive" e la bassa marginalità che caratterizzano il settore, in presenza di un subappalto, si aggraverebbero ulteriormente. Infine, chiediamo che le istituzioni politiche prendano atto, e pongano rimedio, alla totale assenza di ammortizzatori sociali ordinari per i call center. La sola FIS, anche quando non abusata, é di per se uno strumento insufficiente per fare fronte alla gestione degli eventuali esuberi sul settore e per un solido sostegno alle politiche attive da porre in essere, di riqualificazione e reinserimento dei lavoratori. Tutta la discussione dell' attivo unitario, attraverso gli interventi delle RSU e dei segretari nazionali, converge verso un unico punto: la volontá di aprire un tavolo di confronto istituzionale sul settore. In particolare in Sardegna, sentiamo l' urgenza di un intervento a tutela dei call center e delle migliaia di lavoratori occupati. Sentiamo l' urgenza e il dovere da parte delle istituzioni e delle parti sociali, di garantire che le logiche di mercato e le scelte di business operate (vedi ad esempio quanto accaduto in WindTre e, più di recente, in Tiscali e ancora oggi in TIM) non prescindano dalla difesa della tenuta occupazionale. per la Segreteria Regionale Omar Marras

Martedì, 09 Ottobre 2018 21:53

Futuro incerto per TISCALI

Gentilissimi Colleghi,

a seguito dell’incontro che si è svolto in Consiglio Regionale fra la Segreteria Regionale Fistel Cisl, La RSU e la Capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda, riportiamo il comunicato stampa :

COMUNICATO STAMPA: FUTURO SEMPRE PIU' INCERTO PER TISCALI LA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA ALESSANDRA ZEDDA:

 Si preannuncia un autunno caldo per i lavoratori dell'Azienda Tiscali. Il punto della situazione è stato delineato dalla capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Alessandra Zedda: <>. La capogruppo forzista in Consiglio regionale auspica chiarezza sulla vertenza: <>. Lo spettro di una crisi senza via d'uscita incombe sul gigante ai piedi della laguna di Santa Gilla: La preoccupazione è alta – conclude Alessandra Zedda – E' necessaria la convocazione della commissione lavoro in Consiglio regionale per fare luce su un'operazione che apre scenari incerti, che mettono a rischio il futuro di un settore strategico per la Sardegna. Occorre utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per scongiurare lo smantellamento di una realtà che vede impegnati tantissimi dipendenti tra Cagliari e l'area vasta

Mercoledì, 05 Settembre 2018 19:01

TISCALI - INCONTRO TISCALI AL MISE

INCONTRO TISCALI AL MISE

 

Oggi presso il Ministero dello Sviluppo Economico, alla presenza dell’Avv. Marco Bellezza, consulente giuridico del Ministro Di Maio, si è svolto l’incontro sull’accordo commerciale tra (Tiscali e Fastweb) per l’acquisizione da parte di Fastweb, della licenza per 40 Mhz nella banda 3,5 Ghz e il ramo di azienda (FWA), con 836 torri e 34 dipendenti. Tiscali e Fastweb nel corso dell’incontro hanno enfatizzato l’accordo ritenendolo strategico per i propri business, Tiscali in particolare ha ribadito che questa operazione le consentirà di investire le risorse ottenute per rilanciare l’azienda. Parallelamente Fastweb ha dichiarato che con le frequenze ottenute accelererà lo sviluppo del 5G e continuerà ad essere leader nell’innovazione. Nessuna delle aziende ha minimamente parlato del futuro dei lavoratori.

 

La Fistel – Cisl ha dichiarato le proprie perplessità sulla vendita delle frequenze (sono concessioni pubbliche) a seguito della proroga fino al 2029 concesse dal MISE su proposta AGCOM, chiedendo chiarimenti sulla legittimità tecnico- giuridica, in quanto se da un lato offre a Fastweb l’opportunità di posizionarsi sul mercato 5G, dall’altro impoverisce Tiscali - con la cessione degli Assets strategici di valore - condannandola ad una residuale presenza sul mercato delle TLC, in contrasto con le motivazioni legate allo sviluppo del business oggetto della proroga. Inoltre la FISTEL – Cisl ha ribadito che le risorse difficilmente resteranno in azienda vista la grande esposizione debitoria e saranno inevitabile le ricadute occupazionali per Tiscali in particolare per il sito di Cagliari, dove sono impiegate oltre 650 lavoratori, ma anche per i lavoratori di Perugia rimasti fuori dal perimetro (FWC), che rischiano il trasferimento a Cagliari e quindi si trasformeranno in “licenziamenti mascherati”. Inoltre abbiamo contestato la costituzione del ramo di azienda perché i lavoratori (34) inseriti per la gestione delle attività LTE è assolutamente irrilevante per la dimensione dell’operazione commerciale (150mln) per altro il ramo è stato costituito in modo poco chiaro in quanto chi non ne aveva titolo è dentro e chi ha effettivamente lavorato sulle attività LTE da sempre, proveniente dalla “Società Aria” titolare delle licenze ne rimane fuori. Se dovesse permanere questa la dimensione del perimetro all’apertura delle procedure è ovvio che come organizzazione sindacale impugneremo la cessione del ramo ed avvieremo le azioni legali a tutela dei lavoratori. Abbiamo chiesto che prima di avviare la procedura, Tiscali, illustrasse il piano industriale per capire gli effetti della vendita come impatteranno sui lavoratori di Cagliari, in particolare sono stati chiesti chiarimenti sul futuro del Customer Care, sul perimetro occupazionale e sulle prospettive industriali, che al momento l’azienda non è in grado di fornire al sindacato. Il Dott. Marco Bellezza ha preso nota delle dichiarazioni delle Aziende e delle OO.SS. e ha dato la sua disponibilità a seguire la procedura. E’ stato fissato un incontro per il 23 ottobre al MISE per la presentazione del piano industriale. E’ chiaro che se la definizione del perimetro (FWA) dovesse rimanere quello letto sui giornali, al momento dell’apertura delle procedure per la cessione del ramo, la FISTel – Cisl chiederà che l’incontro di procedura sia avviato in sede Ministeriale, per garantire che nessun posto di lavoro sarà perso a seguito dell’operazione commerciale. Restiamo in attesa delle valutazioni delle Aziende a seguito dell’incontro per capire se intendono procedere per via negoziale fornendo le garanzie per i lavoratori o per via politica e legale alla quale questa organizzazione si appellerebbe a tutela dell’occupazione. Resteremo in contatto con il MISE e le Istituzioni locali per vigilare sulla intera vicenda. Roma,05-08-2018 La Segreteria Nazionale La Segreteria Regionale Sardegna - La Segreteria Regionale Umbria

Martedì, 04 Settembre 2018 22:32

Preoccupazione per il futuro Tiscali

Oggi 04 settembre incontro in consiglio Regionale Sardegna per denunciare la grave crisi che ha investito Tiscali dopo l’accordo commerciale per la vendita delle frequenze in proroga fino al 2029 dalla società Sarda Tiscali Italia S.p.A a Fastweb. Fortemente preoccupati per le ripercussioni sulla continuità Aziendale e per gli indotti ad esso legati in particolar modo sul consorzio Janna e di cui attualmente la Regione Sardegna detiene il 49% del pacchetto azionario, attenderanno domani la pronuncia del ministero per poi gestire eventuali contesti negativi. Al momento tutti i capigruppo di maggioranza e opposizione sono stati informati. Saluti la segreteria e la RSU.

Martedì, 04 Settembre 2018 22:29

ACCORDO COMMERCIALE TISCALI/FASTWEB

ACCORDO COMMERCIALE TISCALI/FASTWEB CESSIONE FREQUENZE RADIO In relazione agli imminenti accordi commerciali della società TISCALI, che vedono la cessione delle frequenze radio sulla banda 3,5 Ghz con cui l’azienda (Svizzera) Fastweb si assicurerà un accesso a lungo termine sullo sviluppo della tecnologia 5G e del ramo d’azienda che comprende 836 torri e appena 34 dipendenti, si esprime forte preoccupazione per il futuro della società sarda. Infatti TISCALI andrebbe a cedere i suoi asset più importanti con l’obbiettivo futuro di una inversione delle attività di core business e la conseguente repentina diminuzione del numero dei suoi attuali 650 lavoratori. Portiamo a Vs. conoscenza la delicata situazione che sta attraversando una delle aziende storiche delle Telecomunicazioni che in passato ha portato la Regione Sardegna ad essere la capostipite nel mercato digitale nazionale. Chiediamo un’ intervento autorevole di tutte le parti istituzionali e politiche. Certi che le forze partitiche regionali più rappresentative vorranno dimostrare sensibilità verso i 650 lavoratori e le loro famiglie, confidiamo nel massimo impegno con la consapevolezza che esiste il serio pericolo che una realtà Sarda di ventennale attività venga cancellata da una operazione commerciale nella quale non appare chiaro come verranno utilizzati i proventi della cessione. Vi informiamo inoltre che in data odierna dopo richiesta della OO.SS è stato convocato un incontro, per il prossimo mercoledì 05 settembre, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali. La Segreteria Regionale

                    FISTEL

                 Segreteria Nazionale - Segreterie Regionali Sardegna-Umbria

 

Incontro Tiscali c'è  chi difende l'indifendibile.

Tiscali vende le frequenze a Fastweb per 150mln di € e prende solo 34 lavoratori, lasciando gli altri 640 ad un destino incerto. Il perimetro di chi lavorava sull' LTE è  stato disegnato in modo farlocco, chi ci ha sempre lavorato si trova fuori e chi è  entrato all'ultimo momento con la complicità  dell'azienda si trova dentro, e diventerà dipendente di Fastweb, azienda solida delle telecomunicazioni. La Fistel Cisl  tutelera' i lavoratori di Tiscali in tutte le sedi per il rispetto dei propri diritti. Strumentalmente chi ha le mani in pasta con l'azienda cerca di distrarre le masse dei lavoratori riportando con sms personali un altro incontro. La Fistel ha messo in ordine le verifiche sulla legittimità  dell'operazione a seguito della proroga delle frequenze da parte dell'Agcom, la tutela dei diritti di tutti i lavoratori di CAGLIARI, PERUGIA  e MILANO a far parte del perimetro delle attività acquisite da Fastweb e la natura esclusivamente finanziaria della vendita delle frequenze  per pagare le banche. A Tiscali resterà  un euro per investimenti, sviluppo e innovazione e dopo il closing, chi difende l'operazione, dovrà spiegare che il Call Center verrà ceduto, che ci saranno tagli degli organici e che Tiscali diventerà  un residuato bellico delle telecomunicazioni con un organico insostenibile nel difficile e ipercompetitivo mercato delle tlc. Allora vedremo chi tra sindacati  ha visione strategica e chi si accontenta di qualche marchetta. La Fistel  non ha nessun lavoratore particolare o RSU da tutelare, ma la propria missione è  tutelare tutti i lavoratori di Tiscali, il resto sono chiacchiere. Il piano industriale che tra le righe ha fatto intravedere l'AD  non dà  nessuna garanzia per il futuro, ecco perché è  necessario un confronto in sede ministeriale a didell'occupazione trattandosi di frequenze di proprietà  dello stato e date in concessione a Tiscali.

 

Illiad destabilizza il mercato delle TLC pregiudicando l’occupazione e le norme sulla sicurezza.

Sono trascorsi pochi mesi dall’entrata nel mercato delle TLC mobili del quarto operatore e puntualmente si stanno manifestando tutte le preoccupazioni e le contraddizioni che le OO.SS. SLC CGIL – FISTel – CISL – UILCOM – UIL avevano denunciato nel momento della fusione tra Wind ed H3G. Il Commissario Europeo alla concorrenza e al mercato Margrethe Vestager, per autorizzare l’operazione di fusione, aveva imposto l’entrata sul mercato italiano di un quarto operatore, appunto Illiad. Il mercato della telefonia mobile, come denunciato dalle OO.SS. aveva già scontato una ipercompetizione ed un quarto operatore avrebbe continuato a distruggere una parte significativa del valore del settore, tanto da non garantire alle imprese l’equilibrio tra investimenti e remunerazione del capitale con il rischio di un disimpegno che penalizzerebbe il Paese.

Ricordiamo che le tariffe dei servizi di telefonia fissa e mobile, accesso a internet e servizi hosting in Italia sono tra le più basse di Europa.

Illiad ha una struttura occupazionale di circa 200 dipendenti ed utilizza per la quasi totalià le tecnologie e infrastrutture di altri operatori impegnati ad investire in ultrabanda e servizi innovativi, con strutture di costi non paragonabili ad un’azienda “virtuale” come l’operatore low cost francese, mettendo a rischio la tenuta occupazionale dell’intera filiera delle telecomunicazioni.

Illiad è un operatore che non ha fornito alcuna informazione alle OO.SS. sulla struttura occupazionale, sul piano industriale e sulle tutele dei propri lavoratori ne per quelli degli appalti, pur applicando il CCNL TLC che prevede una informativa al sindacato.

Inoltre, le procedure di commercializzazione ed attivazione delle SIM tramite i SIMBOX (distributori automatici), pongono interrogativi sul rispetto delle norme in materia di sicurezza e in particolare delle norme sull’antiterrorismo internazionale - decreto legge 27 luglio 2005, n. 144.

Chiediamo al Ministero del lavoro e dello Sviluppo Economico, nonché per la parte di sicurezza nazionale al Ministero degli Interni di aprire una istruttoria per verificare le condizioni di lavoro, il rispetto degli impegni che Illiad avrebbe dovuto osservare a seguito dell’autorizzazioni delle Authority e delle leggi dello stato in materia di sicurezza pubblica.

Il perdurare di questa situazione potrebbe compromettere l’insieme del sistema di sviluppo delle comunicazioni e dell’occupazione del nostro Paese.

Roma, 01 agosto 2018

Le Segreterie Nazionali
SLC CGIL FISTel CISL UILCOM UIL

Venerdì, 24 Agosto 2018 12:39

Comunicato Fistel 31 Luglio Fastweb

Gentilissimi colleghi, Ultimamente la nostra azienda è stata investita da una lunga serie di importantissime novità, accordi e collaborazioni. Non da meno l’ultimo accordo che prevede una partnership con il Colosso Fastweb. “Tale operazione acconsentirebbe una iniezione di liquidità pari a 153 milioni di euro di cui 100 milioni saranno pagati in due tranch, una a completamento delle clausole sospensive dell’accordo (approvazione delle autorità competenti e piano asseverato di ristrutturazione del debito finanziario di Tiscali) e la successiva nella seconda metà del 2019, oltre a 40 milioni in “cash”, ovvero in servizi di connettività su rete Fastweb e i rimanenti 13 milioni a ripianamento di debiti verso fornitori”. Tale accordo prevede inoltre la cessione della Funzione Technical Unit LTE e l’acquisizione dell’infrastruttura di rete Wireless di Tiscali (FWA) e di conseguenza la piena titolarità delle frequenze 3.5Ghz con la capacità quindi di realizzare rapidamente la rete tanto attesa del 5G, definita dai più esperti l’innovazione tecnologica mondiale. Va da se che insieme al nostro core business principale verranno cedute sia tutta la nostra infrastruttura (836 Torri) che una piccolissima parte dei nostri colleghi (34 FTE) i quali,in tempi non sospetti, sarebbero stati inseriti in una specifica lista. Ora alla luce dei fatti e ad accordi già definiti la parte sociale sindacale avanzerebbe alcuni dubbi, in primis sul numero RIDOTTO delle persone indicate, poi sui criteri di scelta adottati, nonché sulla mancanza di un piano industriale, ultimo sulle informazioni necessarie per la continuità di quel che rimane in Azienda. Con la speranza che i dubbi mutino in concrete realtà con l’incontro previsto nella giornata del 07 Agosto alla presenza di tutte le parti coinvolte iniziamo a fare un augurio ai PREDILETTI colleghi che andranno via con la speranza, in futuro, che anche i restanti abbiano la stessa fortuna di un percorso stabile, duraturo e ben definito.

 

Segreterie Regionali Sardegna Perugia Rsu Torgiano Cagliari FISTEl Sardegna Telefono 070.3490242 E-mail Internet Via Ancona 11 09125 Cagliari Fax 070.30149 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ww.FistelSardegna.blogspot.it

In data 5 luglio si è svolto a Roma il previsto incontro tra le Segreterie Nazionali FISTel-CISL, slc-cgil, uilcom-uil unitamente al Coordinamento Nazionale RSU per discutere del seguente odg: 1. Esame congiunto su welfare ex Accordo 23 novembre 2017; 2. Rimodulazione Premio di Risultato ai sensi dell’ Accordo 11 giugno 2018; 3. Orario di lavoro in ambito 1254; 4. Varie ed eventuali. In premessa si è deciso di affrontare il PROBLEMA legato alla SPENDIBILITA’ DEI BUONI PASTO ELETTRONICI (Qui Ticket) in quanto da mesi non riescono ad essere utilizzati dai lavoratori. In relazione alla lettera a latere allegata all’ accordo sottoscritto al Ministero del Lavoro in data 11 giugno 2018 ed inviata da Tim alle Segreterie Nazionali con la quale la Direzione Aziendale assumeva un impegno a trovare soluzioni entro il mese di Luglio 2018, oggi Tim riconferma tale posizione specificando che molto probabilmente sarà necessario superare l’ attuale gestore. Attraverso una ricognizione specifica Tim avrebbe già sentito 3 nuovi fornitori che quindi potrebbero subentrare a quello attuale (Qui Ticket). Sarà quindi convocata la Commissione Tecnica sui Buoni Pasto entro fine luglio per i ragguagli tecnici. Per la FISTEL CISL NAZIONALE è positivo che Tim rispetti gli impegni presi e si vada verso una risoluzione definitiva della questione. PUNTO 1 Relativamente l’ Accordo di Programma del 23 Novembre 2017 che prevedeva di trovare all’ interno delle singole aziende le modalità per utilizzare i 120 € previsti per il Welfare che, non potendo essere monetizzati, dovranno essere spesi entro il termine del 31 dicembre 2018. Le modalità di spendibilità trovate con la Direzione TIM, nell’ Accordo siglato in data odierna, utilizzando la stessa piattaforma informatica del PDR, saranno le seguenti: 1) indirizzare tutti i 120 € in Telemaco; in questo caso saranno assoggettati al contributo di solidarietà del 10% quindi a Telemaco arriveranno 109 €; 2) utilizzare i 120 € in buoni spesa a tagli da 10 € entro il 31/12/2018 (ad esempio per buoni benzina con la catena Erg, oppure per fare la spesa con esercizi convenzionati – non con Qui Ticket); si potranno scaricare dal 16 luglio 2018 (anche non tutti in una volta sola) e quando scaricati potranno essere spesi entro 1 anno. Sono di fatto fringe benefit e quindi non deve essere superata la soglia dei 258 € quindi il 98% dei dipendenti non avrà problemi. Per il 2% dei colleghi che potrebbero superare la soglia dei fringe benefit si è prevista una 3 opzione: 3) il voucher welfare (che non rientra nei fringe benefit) e dovrà prevedere la cifra precisa della visita. Se un dipendente sceglierà Telemaco non potrà optare per altre scelte, invece le opzioni 2 e 3 si possono cumulare cioè i 120 € si possono spendere sia in buoni spesa che in voucher. Il gestore della piattaforma metterà a disposizione un call center ed una mail per dubbi e aiuti in merito ai dipendenti. PUNTO 2 Sul PDR, l’ accordo del 11 giugno 2018 siglato al Ministero, prevedeva di rivedere e quindi abbassare il parametro di accesso (target EBITDA) del Premio per potervi accedere con più facilità. Il premio attuale vede coinvolti tutti i dipendenti compresi i manager, quindi la totalità dell’ azienda. Ad oggi la soglia di accesso ebitda (target) è al 100%, con l’ Accordo di modifica sottoscritto oggi verrà portato al 95% (attraverso una nuova appendice al vecchio accordo) in modo che l’ anno prossimo si riesca a facilitare il raggiungimento degli obiettivi. Questo si rende necessario considerando anche le scelte dell’ antitrust sulla questione dei 28 gg delle bollette. Tutti gli altri parametri rimarrebbero invariati. Per la FISTEL CISL NAZIONALE è sicuramente un passo importante per aumentare la probabilità di raggiungere i parametri in quanto i dati della trimestrale in contrazione unitamente all’ ingresso di Iliad potrebbero diminuire i margini. È necessario convocare l’ Organismo di consultazione per verificare tutti i parametri e gli indici. PUNTO 3 Sul 1254 Tim proietta slides specifiche con l’ organizzazione del settore. (Tot. 155 operatori, conseguenti volumi, eliminazione del turno notturno). Per la FISTEL CISL NAZIONALE è fondamentale in linea con l’ accordo del 2013 garantire la sostenibilita’ del 1254 attraverso politiche di ricollocazione. Inoltre il passaggio ad un contratto triennale non garantirerebbe che il gestore non possa rivedere e diminuire le quote di chiamata in futuro unitamente al rotativo. L’ esame congiunto firmato oggi di fatto recepisce le richieste avanzate dalla FISTel-CISL in termini di ricollocamento volontario assieme alla possibilità di rivedere le turnazioni con una verifica ad Ottobre 2018 con particolare attenzione al turno 9.30-17.44. ART. 4 LEGGE FORNERO (ISO-PENSIONE) Sull’ art. 4 legge Fornero (isopensione) Tim ci informa che le nuove adesioni raccolte sono quasi 1.500, il che però non significa che tutti abbiano diritto o che abbiano maturato i requisiti. Le prime uscite per l’ anno in corso sono previste a settembre. Verranno recuperate anche le domande giacenti (circa 1.600) per una ulteriore verifica da inps. Per gli anni 2019 e 2020 per le OOSS sarebbe importante avere più finestre di uscita (non solo 2 all’ anno ma almeno 3). La FISTel-CISL Nazionale in ragione delle risposte dell’ Azienda sulle citate questioni dei buoni pasto, della modifica ai parametri del PDR e dell’ impegno a ricollocare i lavoratori del 1254, esprime allo stato attuale un giudizio positivo che dovrà necessariamente essere verificato con le scadenze che l’ azienda ha dichiarato per la risoluzione delle problematiche. La FISTel-CISL esprime un giudizio critico sulla continua esternalizzazione delle attività di ASA e sulla disorganizzazione degli appuntamenti presi con il cliente per le nuove attivazioni che penalizzano la produttività ed uno spreco di risorse. Invitiamo Tim a rivedere il modello organizzativo che è tra i parametri di monitoraggio e verifica del servizio da parte di Agcom anche al fine di evitare sanzioni. La Segreteria Nazionale FISTel-CISL

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