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Venerdì, 16 Novembre 2018 18:43

COMUNICATO STAMPA - TIM

COMUNICATO STAMPA

Il lungo conflitto tra i maggiori azionisti di TIM, culminato con la rimozione dell’AD, conferma una condizione di profonda instabilità nell’assetto proprietario che da tempo è uno dei mali oscuri che stanno affossando la Società. Qualsivoglia soluzione deve partire dallo scioglimento di questo nodo, non serve un nuovo AD appeso alle carte bollate o agli umori di qualche azionista in possesso dello zero virgola del capitale.

Il CdA annunciato per domenica difficilmente potrà indicare una soluzione duratura, in queste condizioni è forse opportuno confermare la reggenza del Presidente e aprire rapidamente un confronto con tutti gli attori, sotto la regia del Governo e con al centro l’interesse superiore del Paese, capace di indicare finalmente una prospettiva di cosolidamento e di crescita che tuteli innanzitutto l’occupazione.

 

Gianmichele Uda

Venerdì, 16 Novembre 2018 16:25

Comunicato - Gruppo TIM allo sbando

Comunicato

Gli ultimi mesi stanno delineando un quadro estremamente preoccupante per l’intera filiera delle TLC nel nostro Paese. La situazione di totale sbando in cui versa il GRUPPO TIM, gli effetti di scelte regolatorie sbagliate che hanno prodotto una caduta della marginalità delle TELCO, una gara per l’assegnazione delle frequenze 5G che ha visto un esborso complessivo di 6,6 Mld rispetto ai 2,5 Mld previsti con il serio rischio di conseguenze negative sui tempi di attuazione del 5G e sull’indotto, la continua compressione dei prezzi che colpisce l’intero settore dei customer care (call center) che sottopone le/i lavoratrici/lavoratori a continui ricatti occupazionali. Il futuro del GRUPPO TIM che, nonostante le scelte scellerate di cui è stata vittima dalla sua privatizzazione ad oggi, resta il più grande soggetto industriale nel settore TLC nonché uno dei driver fondamentali per lo sviluppo infrastrutturale del nostro Paese, che da occupazione a circa 100.000 dipendenti (50.000 diretti ed altrettanti nel suo vasto indotto). Per quanto indicato le Segreterie Nazionali SLC CGIL - FISTEL CISL- UILCOM UIL - ribadiscono la loro totale contrarietà rispetto a presunti progetti di “spezzatino” e la contestuale necessità di difendere il patrimonio industriale e professionale dell’intero perimetro del Gruppo TIM in Italia, della sua Rete, dei suoi Assets anche a seguito di eventuali operazioni industriali e societarie che potrebbero determinarsi. Il processo di trasformazione del settore delle TLC richiede di essere accompagnato da adeguati strumenti che ne possano favorire e permetterne una riorganizzazione non traumatica. La necessità di interventi che consentano al settore delle attività di customer care (call center) di garantirne una sostenibilità evitando di scaricare sulle migliaia di lavoratrici e lavoratori le continue pratiche di ribasso poste in atto dai committenti.

Il silenzio e l’immobilismo della politica e delle istituzioni rispetto al futuro delle TLC sono inaccettabili e non possono vedere le OO.SS. spettatori passivi del depauperamento di un grande patrimonio produttivo, professionale ed occupazionale del nostro Paese.

Per queste ragioni, in concomitanza con l’incontro con il Ministro dello Sviluppo Economico SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL promuovono PRESIDIO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DEL GRUPPO TIM E DELL’INTERO SETTORE TLC GIOVEDI 22 NOVEMBRE 2018 Dalle ore 10.00 alle ore 12.00 davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo Economico ROMA – Via Molise - Roma, 15 novembre 2018 LE SEGRETERIE NAZIONALI SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL

 

Gianmichele Uda

Venerdì, 09 Novembre 2018 11:15

Il destino per TIM - Comunicato

COMUNICATO

 

A distanza di 18 anni dalla privatizzazione di Telecom Italia il risultato che viene consegnato al nostro Paese è un impietoso bilancio negativo che descrive un’azienda fortemente impoverita. Gli ultimi mesi ci hanno poi consegnato uno scenario straordinariamente preoccupante con l’emersione di migliaia di potenziali esuberi gestiti senza effetti traumatici grazie ad un importante accordo di tenuta, realizzato dal sindacato confederale utilizzando i “Contratti di solidarietà” sottoscritti al Ministero del Lavoro l’11 Giugno 2018, il tutto mentre si consuma una battaglia per il controllo dell’attuale Gruppo TIM tra due azionisti (VIVENDI ed ELLIOT) che prosegue ormai da mesi e che non accenna a placarsi. In questo contesto estremamente complesso le Segreterie Nazionali di SLC CGIL - FISTEL CISL - UILCOM UIL hanno salutato con favore la decisione di Cassa Depositi Prestiti (CDP) di entrare nel capitale sociale di TIM, atto al quale non ha tuttavia corrisposto la indispensabile chiarezza sul futuro dell’azienda. SLC CGIL - FISTEL CISL – UILCOM UIL, hanno più volte denunciato il sostanziale immobilismo che caratterizza l’attuale situazione aziendale ed il contestuale emergere di “voci” su presunti progetti di “spezzatino” ribadendo la loro totale contrarietà al riguardo e la contestuale necessità di difendere il patrimonio industriale e professionale dell’intero perimetro del “Gruppo TIM” in Italia, della sua Rete, dei suoi Assets anche a seguito di eventuali operazioni industriali e societarie che potrebbero determinarsi. Il gruppo TIM, nonostante i colpi subiti in questi ultimi venti anni, ha ancora oggi enormi potenzialità e, per quanto ci riguarda, ribadiamo con forza la necessità che deve rimanere integro ed in tal senso ci batteremo contro ogni ipotesi, da chiunque provenga, di spezzatino del gruppo TIM che comporterebbe innanzi tutto esuberi di migliaia di lavoratori. Le OO.SS. e l’insieme dei lavoratori del Gruppo TIM vedono una grande azienda del Paese che rischia di spegnersi giorno per giorno nell’indifferenza della politica con il rischio di disperdere un grande patrimonio produttivo ed occupazionale. Il Ministro del Lavoro in occasione della firma dell’accordo sulla solidarietà si era impegnato a convocare le OO.SS. di categoria per aprire un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) sul comparto delle TLC, sul futuro del Gruppo TIM e della RETE in quanto detentore della “Golden Power”, purtroppo a distanza di 4 mesi non è arrivato nessun riscontro con il rischio che gli accordi sottoscritti non siano sufficienti a scongiurare ulteriori esuberi.

 

 

Una situazione sempre più preoccupante in considerazione della quale SLC CGIL - FISTEL CISL - UILCOM UIL - hanno formalizzato a fine ottobre una richiesta di incontro urgente anche al Presidente del Consiglio. Il silenzio e l’immobilismo della politica e delle istituzioni, rispetto al futuro di TIM, sono inaccettabili e non possono assolutamente vedere SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL, congiuntamente con le migliaia di lavoratrici/lavoratori che rappresentano, nel gruppo TIM, spettatori passivi del depauperamento di un grande patrimonio produttivo ed occupazionale del nostro Paese, quale è TIM. Per queste ragioni e per sollecitare un confronto sul futuro della più grande azienda di telecomunicazioni del Paese SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL

promuovono un PRESIDIO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DEL GRUPPO TIM MERCOLEDI 21 NOVEMBRE 2018 Dalle ore 11.00 alle ore 14.00 davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo Economico ROMA – Via Molise - Roma, 8 novembre 2018 LE SEGRETERIE NAZIONALI SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL

A TUTTE LE STRUTTURE L O R O S E D I Roma, 9 novembre 2018 Prot. 238.18/LR/lr All.to 1 OGGETTO: Decreto dignità – circolare interpretativa del Ministero del lavoro Carissimi, vi inviamo la Circolare n. 17 del 31 ottobre scorso con la quale il Ministero del lavoro e delle politiche sociali fornisce alcune prime interpretazioni relative al nuovo regime dei contratti a termine e della somministrazione a termine stabilito dal decreto legge 12.7.2018 n. 87 convertito in legge 9.8.2018 n. 96 (c.d. Decreto dignità). Sottolineiamo che solo alcune delle nostre richieste sono state accolte, e soprattutto è mancata una interlocuzione diretta con il Ministero. Segnaliamo di seguito le principali indicazioni fornite dalla circolare, che non sempre offre i chiarimenti necessari ed in più punti fornisce soluzioni restrittive, rinviando per il resto alla lettura diretta. Contratto a termine Va innanzitutto rilevato che, rispetto al testo di legge, viene operata una lettura restrittiva circa la necessità di indicare la causale in caso di proroga: si sostiene infatti che essa va indicata anche quando il contratto da prorogare abbia durata inferiore a 12 mesi ma la supererà sommando il periodo di proroga. Quindi la causale è necessaria anche quando il superamento dei 12 mesi avviene a seguito di proroga di un contratto originariamente inferiore a 12 mesi. Inoltre la circolare specifica che la causale è obbligatoria anche per stipulare un ulteriore contratto della durata massima di 12 mesi, presso le sedi territoriali dell’Ispettorato nazionale del lavoro. Infatti tale contratto è da considerarsi un rinnovo, e dunque è soggetto a causale. La circolare precisa, opportunamente, che le previsioni contenute nei contratti collettivi stipulati prima dell’entrata in vigore del “Decreto dignità” che abbiano previsto una durata massima dei contratti a termine pari o superiore ai 36 mesi, mantengono la loro validità fino alla naturale scadenza dell’accordo collettivo. D’altro lato la circolare, con scarsa linearità rispetto a quanto appena affermato, specifica che il decreto non ha attribuito alla contrattazione collettiva alcuna facoltà di intervenire sul “nuovo regime” delle causali. Pur non potendo la contrattazione collettiva aggiungere ulteriori causali, ciò non significa, a nostro avviso, che la stessa, specie a livello aziendale, non possa specificare i termini generici delle causali di legge (ad esempio cosa debba intendersi per “incrementi significativi”). Viene poi esclusa la possibilità, non essendo esplicitamente prevista dalla nuova normativa, di desumere da elementi esterni al contratto la data di scadenza. Resta invece ferma la possibilità che il termine possa desumersi indirettamente in funzione della specifica motivazione che ha dato luogo al contratto, come nel caso di una sostituzione per maternità in cui non è possibile conoscere anticipatamente l’esatta data di rientro al lavoro, sempre nel rispetto del termine massimo di 24 mesi. Somministrazione di lavoro a termine La circolare stabilisce che i lavoratori assunti a tempo indeterminato dal somministratore potranno essere inviati in missione sia a tempo indeterminato che a termine presso gli utilizzatori senza obbligo di causale o limiti di durata, rispettando i limiti percentuali di cui all’art.31 del dlgs 81/115, vale a dire il 20% se trattasi di lavoratori inviati in missione a tempo indeterminato o il 30% se trattasi di lavoratori inviati in missione a tempo determinato. Si tratta di una lettura che, se da un lato, positivamente, incoraggia le assunzioni a tempo indeterminato da parte delle Agenzie del lavoro, dall’altro rappresenta una forzatura del testo di legge, il quale statuisce, in caso di ricorso alla somministrazione a tempo determinato, l’obbligo di indicare le causali ad esclusivo carico dell’utilizzatore, senza distinguere in base alla tipologia di rapporto instaurato tra agenzie e lavoratore. La circolare afferma che la nuova legge (art. 34, comma 2) ha lasciato ferma la possibilità, per la contrattazione collettiva del settore della somministrazione, di disciplinare” il regime delle proroghe e della loro durata”, ma ciò non chiarisce del tutto la portata del possibile intervento della contrattazione collettiva, se cioè essa possa intervenire sia sul numero di proroghe sia sulla durata complessiva del rapporto di lavoro a termine tra agenzia e lavoratore, come a noi sembrerebbe legittimo e plausibile dalla lettura della legge. Tale interpretazione si può peraltro ricavare anche dall’ incipit dell’art. 19, comma 2, che fa salve le diverse previsioni dei contratti collettivi relativamente alla durata massima, norma ora applicabile anche al contratto a termine che lega il lavoratore all’agenzia fornitrice. Non di agevole lettura è la parte della circolare che tende a esplicitare come, appunto, il decreto “dignità” abbia esteso il regime del contratto a termine al contratto di lavoro nell’ambito della somministrazione a termine. Ai sensi dall’art. 19, comma 2, d.lgs. n. 81/2015, il rispetto del limite massimo di 24 mesi - ovvero quello diverso fissato dalla contrattazione collettiva- riguarda sia i contratti a termine che i periodi di missione presso l’utilizzatore. A nostro avviso se ne può ricavare che, raggiunto tale limite, anche mediante soli periodi di missione, “il datore di lavoro” (da intendersi come l’utilizzatore) non potrà più ricorrere alla somministrazione di lavoro a tempo determinato con lo stesso lavoratore per svolgere mansioni di pari livello e della medesima categoria legale. E’ da ritenere invece, che l’Agenzia di somministrazione possa impiegare il lavoratore presso diversi utilizzatori, senza obbligo di specificare le causali, fermo restando il limite massimo di 24 mesi, derogabile peraltro attraverso la contrattazione collettiva. Infine, ancora sul limite di durata, si chiarisce che il computo dei 24 mesi di lavoro deve tenere conto di tutti “i rapporti di lavoro a termine a scopo di somministrazione” (forse meglio, “di tutti i periodi di missione”) intercorsi tra le parti, ivi compresi quelli “antecedenti” alla data di entrata in vigore della riforma. Si tratta di una interpretazione particolarmente restrittiva, peraltro non fornita nella parte della circolare riferita ai contratti a termine, che non pone alcun limite temporale retroattivo, con l’effetto che anche periodi di lavoro lontani nel tempo dovranno essere computati ai fini del raggiungimento dei 24 mesi (creando in tal modo notevole incertezza). La circolare fornisce poi interpretazioni restrittive anche per quanto riguarda l’obbligo di causali, che vengono ritenute necessarie sia quando un periodo di missione a termine segua un precedente contratto a termine, anche se di durata inferiore a 12 mesi, sia nel caso il contratto a termine segua un periodo di missione fino a 12 mesi, in quanto il secondo contratto è assimilabile ad un rinnovo. Quanto ai limiti quantitativi , la circolare stabilisce che i ccnl previgenti mantengono al loro validità fino alla naturale scadenza, sia con riferimento ai limiti quantitativi riferiti al contratto a tempo determinato sia a quelli fissati per il ricorso alla somministrazione a termine, per cui i contratti in corso possono continuare fino alla loro iniziale scadenza pur se si supera la nuova percentuale del 30%, ma non sarà possibile effettuare nuove assunzioni né proroghe per i rapporti in corso fino a quando il datore di lavoro o l’utilizzatore non rientri entro i nuovi limiti. Infine viene positivamente chiarito, come da noi chiesto , che il periodo transitorio stabilito per i contratti a termine fino al 31 ottobre 2018, trovi applicazione, in base ad una lettura sistematica, anche con riferimento ai rapporti di lavoro nell’ambito della somministrazione a termine. Affettuosi saluti. Il Segretario Generale Aggiunto Cisl Nazionale Luigi Sbarra

COMUNICATO SINDACALE

A seguito dei fatti intercorsi in questi ultimi giorni, riteniamo doveroso fare alcune precisazioni, per il rispetto
che abbiamo verso la verità e soprattutto verso i lavoratori che rappresentiamo, che speriamo possano aiutare ad avere
un quadro più preciso ed esaustivo.


Nell’incontro tenutosi a Roma martedì 16 ottobre – del quale vi abbiamo fornito nota informativa della RSU in
data 17 ottobre - fra le rappresentanze di Comdata spa e WindTre spa e delle OO.SS. di Fistel-Cisl, Slc-CGIL e UilCom,
abbiamo, come sempre facciamo, portato quelle che riteniamo le esigenze più importanti dei lavoratori della nostra
sede.


Alle nostre istanze ha saputo dare voce il nostro segretario nazionale, Giorgio Serao, che in merito al
bilanciamento dei carichi di lavoro, ha denunciato la grave situazione di squilibrio non solo nei volumi della commessa,
ma anche nel rapporto online/offline della commessa 155.


Per questo motivo la Fistel-Cisl, purtroppo sola, ha portato sul tavolo dell’incontro triangolare la richiesta di
avere una quota parte di lavorazioni back office che, a parità di produttività, potessero permettere ai lavoratori
attualmente impegnati sul 155, di svolgere anche una attività di back office e così attenuare il carico dell’inbound.
Con questa richiesta, abbiamo ritenuto di poter dare una risposta a quanti, in assenza di una job rotation e
impegnati da mesi solo ed esclusivamente sull’ inbound 155, arrivano a gestire anche 80/90 chiamate al giorno,
sentendo su di se un comprensibile affaticamento, quando non addirittura i primi sintomi di cattiva salute.
Comdata, in chiusura di incontro, ha comunicato che nel breve periodo avrebbe portato 15 FTE di attività back
office sul 155 di Cagliari, accogliendo di fatto la nostra richiesta.


Il successivo incontro tenutosi in azienda il giorno venerdì 19 ottobre era focalizzato sul tema ferie natalizie del
quale - come OO. SS. - avevamo già avuto indicazioni preliminari.


La RSU Fistel Cisl aveva già dichiarato la propria contrarietà ad accettare un piano che includeva un arco
temporale inspiegabilmente lungo e con l’approvazione di 1 desiderata di soli 3 giorni, da scegliere su una rosa di 4 slot,
su 8 disponibili, con dei criteri abbastanza aleatori.


In tale sede, oltre la comunicazione del piano ferie “Dicembre 2018 – Gennaio 2019” l’ azienda ha fornito i
dettagli relativi all’avvio della lavorazione back office Wind, specificando che questa si sarebbe svolta utilizzando le FTE
del 133, ovvero i colleghi attualmente impegnati sul 133 e non quelli del 155.
Le carte in tavola venivano cambiate e quanto stabilito dall’ incontro triangolare veniva, ancora una volta,disatteso.


Abbiamo ritenuto questo atteggiamento da parte dell’azienda inaccettabile e, a fronte del rifiuto di riportare i
termini della gestione del back office 155 a quanto emerso dall’ incontro di Roma, la nostra RSU ha deciso di
abbandonare il tavolo.


Lo rivendichiamo, lo rifaremmo altre 100 volte. Era doveroso.
Come Fistel Cisl non siamo più disposti ad accettare passivamente ogni sorta di imposizione.
Così come in passato, quando alcuni silenzi erano ingiustificati, facciamo sentire la nostra voce e quella di chi
rappresentiamo.


Abbiamo appreso con stupore e incredulità che, per qualcuno, è più importante indirizzare il proprio
disappunto sull’ abbandono per protesta, di una riunione da parte della RSU Fistel piuttosto che prendere una ferma
posizione a tutela dell’integrità dei lavoratori e nel rispetto degli impegni assunti.
La nostra RSU ha più volte sollecitato le altre RSU per la convocazione di un’assemblea urgente al fine
informare tutti i colleghi e condividere un’azione comune.


In attesa di riscontro, è nostra intenzione garantire ai lavoratori di Comdata Cagliari-Elmas una adeguata
rappresentanza che, auspichiamo si presenti in forma unitaria per poter meglio difendere i nostri colleghi.


Cagliari, 26 Ottobre 2018

la segreteria regionale Fistel-Cisl

FIN) Fastweb: Fistel Cisl, da azienda atto intimidatorio contro Rsu


(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Roma, 24 ott - "Un grave
atto intimidatorio" da parte di Fastweb nei confronti di "una
Rsu Cisl di Bari". Lo denuncia, in una nota, Giorgio Serao
della segreteria nazionale della Fistel- Cisl spiegando che
la Rsu ha ricevuto "la sospensione cautelativa finalizzata al
licenziamento". La motivazione della sospensione, "del tutto
inaccettabile sul piano formale nonche' giuridico, sarebbe
quella che, durante una pausa di lavoro la Rsu avrebbe
espresso delle 'valutazioni sulla possibilita' che
all'amministratore delegato non sarebbe stato rinnovato il
mandato in scadenza al 31 dicembre 2018'". La comunicazione
dell'azienda, prosegue la Fistel, "e' avvenuta con
l'intervento della sicurezza interna che ha prelevato il
lavoratore portandolo fuori dalla sede di lavoro. E' chiaro
che l'azione di Fastweb e' un segnale inequivocabile per
intimidire il sindacato e l'intera RSU, puntando a limitarne
le liberta' sindacali previste dalla legge. La provocazione
nei confronti del sindacato vedra' un risposta ferma da parte
della Fistel Cisl che impugnera' il provvedimento di Fastweb
per condotta antisindacale". La Fistel Cisl ringrazia la Slc
Cgil, la Uilcom e la Ugl per la solidarieta' espressa nei
confronti del lavoratore e si riserva "di sensibilizzare le
istituzioni ed il ministero del Lavoro sulla mancanza di
democrazia in una grande azienda del Paese".
Com-Sim
 

FASTWEB Risponde:

In riferimento alla nota della Fistel-Cisl, Fastweb - che precisa di aver agito nel rispetto di tutte le corrette procedure e sulla base di evidenze raccolte - smentisce qualsiasi volontà intimidatoria nei confronti del sindacato. La sospensione, riconducibile a un comportamento che va al di là di quanto riportato dalla nota stessa, che oltre ad essere “cautelativa”, è un provvedimento preso nei confronti del singolo nella sua veste di dipendente tenuto a rispettare una corretta condotta generale, e non certo delle RSU, di cui il lavoratore è anche rappresentante.

Come di consueto Fastweb, rispettosa di tutte le rappresentanze sindacali e del loro ruolo all’interno dell’azienda, dimostrato da vent’anni di storia e relazioni più che proficue con i propri dipendenti e le loro rappresentanze, procederà seguendo tutto l’iter di verifica che la questione richiede.

 

Dai un'occhiata al Tweet di @SeraoGiorgio: https://twitter.com/SeraoGiorgio/status/1055171158528741382?s=08

Martedì, 23 Ottobre 2018 21:40

CESSIONE RAMO da TISCALI vs FASTWEB

COMUNICATO CESSIONE RAMO da TISCALI vs FASTWEB

Ieri si è svolto l’incontro di procedura ex art.47 legge 428 1990 per il trasferimento del ramo di Azienda denominato “Tecnichal Unit LTE” da Tiscali verso Fastweb. Il ramo individuato comprende tutte le attività (le torri, le tecnologie e 34 dipendenti) che sarà ceduto a Fastweb alla fine della procedura di legge. Fastweb si è impegnata, per responsabilità sociale, anche a risolvere il problema dei 10 lavoratori di (Torgiano - PG) che non sono stati identificati nel ramo d’azienda ceduto da Tiscali e, riconoscerà a tutti i lavoratori le medesime condizioni economiche e normative previste dal CCNL e dagli integrativi aziendali di Fastweb, oltre a quanto previsto dalle condizioni di miglior favore esistenti in Tiscali alla firma dell’intesa.

L’incontro è stato aggiornato per la fase conclusiva al 30 Ottobre c.m. per la sottoscrizione dell’accordo da trasmettere al MISE, al fine di avviare la fase amministrativa per la cessione delle frequenze. PIANO INDUSTRIALE DI TISCALI Oggi in sede ministeriale (MISE) si è svolto l’incontro con il Governo alla presenza dell’Avv. Bellezza, Consigliere giuridico del Ministro, per fare il punto sul piano industriale di Tiscali, come da accordi già precedentemente assunti. In questa sede la Direzione di Tiscali ha comunicato che il piano d’impresa è già in una fase avanzata di stesura; è essenziale la chiusura definitiva dell’accordo commerciale con Fastweb sul quale si fonda la strategia industriale ed economica per ottenere l’asseveramento del piano da parte delle banche. Tiscali ha chiesto al Ministero delle Sviluppo Economico qualche altra settimana per le dovute limature ed ottenere il via libera per la presentazione ufficiale del PI. La FISTel –Cisl, ha chiesto al Governo la massima attenzione sull’occupazione di Tiscali in quanto l’azienda ha circa 650 lavoratori a Cagliari ai quali è fondamentale salvaguardare il posto di lavoro. Cagliari è una realtà dove difficilmente il mercato del lavoro offre soluzioni occupazionali alternative a Tiscali, per questo FISTel ha invitato Tiscali a mettere in campo tutte le strategie industriali e le opportunità derivanti dall’accordo commerciale con Fastweb per il rilancio dell’azienda, destinando tutte le risorse ottenute dalla vendita delle frequenze allo sviluppo delle attività Il rappresentante del Governo preso atto degli avanzamenti sulla cessione del ramo e delle ulteriori esigenze temporali di Tiscali per la dettagliata definizione del Piano industriale ha aggiornato l’incontro al 22 di Novembre in sede ministeriale. La FISTel resterà vigile sul futuro di Tiscali e sulle garanzie occupazionali dei lavoratori. Roma 23 Ottobre 2018

 

LA SEGRETERIA NAZIONALE e LE SEGRETERIE TERRITORIALI LOMBARDIA - SARDEGNA - UMBRIA

Gentilissimi colleghi,

 

Oggi dopo l’allerta meteo rossa emanata da tutti i mass media e da tutti gli organi di competenza i vari uffici pubblici e privati sono stati evacuati e in alcuni casi completamente chiusi.

Le stesse aziende ospitate nel complesso di Sailletta peraltro luogo maggiormente colpito dal mal tempo, hanno adottato delle precauzioni organizzative che hanno permesso ai lavoratori di salvaguardare la propria integrità.

In controtendenza Tiscali non ha avuto alcunché riguardo verso i propri dipendenti e non curante del delicato contesto ha pensato ancora una volta alla salvezza del proprio business.

Ci dispiace notare queste gravi ed evidentissime mancanze e ci auguriamo che nel caso in cui l’allerta meteo proseguisse, come già preannunciato dalle informative Anas, Meteo e Istituzionali Locali, l’azienda si organizzi per tempo o all’occorrenza cosi come disposto oggi da tutte le aziende locate nelle zone limitrofi.

D’altronde a parità di servizio se riescono gli altri perché per Tiscali dovrebbe essere diverso?!

 

La RSU Fistel Cisl

COMUNICATO

Alla luce delle criticita’ emerse nelle giornate del 10 e 11 ottobre, noi della Fistel Comdata Elmas, rileviamo una grave mancanza di responsabilita’ da parte dell’azienda. Premesso che gia’ nella mattina di ieri 10 ottobre 2018 la protezione civile della Regione Sardegna visto il BOLLETTINO DI CRITICITÀ n. BCR/283/2018 del 10/10/2018 emanava avviso di allerta rossa per rischio idrogeologico e arancione per rischio idraulico, con possibilita’ di danni ingenti ed estesi agli edifici e centri abitati, alle attività agricole e agli insediamenti civili e industriali, sia prossimali sia distanti dai corsi d'acqua, o coinvolti da frane o da colate rapide; distruzione di infrastrutture (rilevati ferroviari o stradali, opere di contenimento, regimazione o di attraversamento dei corsi d’acqua) con ingenti danni a beni e servizi e grave pericolo per la pubblica incolumità/possibili perdite di vite umane. Gli sviluppi sucessivi delle condizioni meteo nel pomeriggio di ieri e nella mattina di oggi 11 ottobre, hanno fornito un idea abbastanza chiara delle criticita’ per i lavoratori, con esondazioni diffuse nell’area vasta della citta’ metropolitana di Cagliari e del Sarrabus, crolli alle infrastrutture stradali e impraticabilita’ delle maggiori arterie di collegamento da e per la sede di Comdata Elmas, del quale riportiamo solo un breve elenco:

SESTU – Strada provinciale 4 tra Sestu-San Sperate e la Sestu-Assemini.

UTA – Strada provinciale numero 1

CAPOTERRA – Statale 195,a Sulcitana, dal km 9 al Km 11, collassata in due punti e che di fatto taglia fuori anche i residenti di Sarroch; Villa San Pietro e Pula;

– Ponte della Scafa;

– Strada comunale che dalla rotatoria sulla statale 195 arriva al centro abitato;

ELMAS – Statale 395, dal km 0e per i primi 600 metri, a causa dell’allagamento del sottopasso che dalla statale 391 porta alla discount Metro

CASTIADAS – Nuova statale 125 all’altezza di Costa Rei, dal km 42,100 al 44,420, a causa di una frana all’ingresso sud della galleria Arexini;

– Strada provinciale numero 20. Alla luce del fatto che per giungere nella sede di Elmas, la gran parte dei lavoratori devono necessariamente percorrere le suddette strade.

Considerato infine che in una parte operativa dello stesso sito si sono verificati dei danni, dei quali non sono stati resi noti dettagli né attraverso comunicazione alle OO.SS. né agli stessi lavoratori da parte dell’azienda, determinandone comunque l' inagibilitá: Troviamo preoccupante che l’azienda non abbia prontamente affrontato la grave situazione e i rischi ad essa connessa, lasciando ad ogni singolo lavoratore la scelta di recarsi o meno in azienda, mettendo cosi in serio pericolo l’incolumita’ dei lavoratori. Riteniamo grave che l' unico atto dovuto, la chiusura del sito, non sia stato posto in essere. Solo così si sarebbe potuto evitare di far uscire da casa e "mettere per strada" decine di lavoratori che hanno comunque tentato di arrivare a lavoro, non riuscendoci , e solo per fortuna non hanno riportato danni. Per il futuro, auspichiamo che la sicurezza di ogni lavoratore sia considerata prioritaria rispetto ad ogni altra logica di business e produttivitá. Per noi questo é un tema non negoziabile.

La RSU e la delegazione FISTEL-CISL Comdata – commessa Wind Tre

Associazione giovani CISL

 

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