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Lunedì, 15 Aprile 2019 16:07

Campagna fiscale Fistel CISL - 2019

Carissimi/e, 

Anche quest'anno la Segreteria Regionale Fistel Cisl Sardegna ha stipulato una convenzione con il CAF CISL per il Servizio Fiscale 2019 (redditi 2018).

La Campagna Fiscale partirà dal 15 Aprile, e si concluderà il 23 Luglio 2018 (salvo proroghe).  
Vi ricordo che per usufruire della convenzione iscritti alla Fistel-Cisl occorrerà presentare la tessera sindacale all'operatore del Caf o, se non in possesso, la lettera accompagnatoria da richiedere per tempo.

La convenzione è valida per gli iscritti e per chi si iscriverà in sede di dichiarazione.

In allegato trovate il Comunicato. 

Per ogni dubbio o chiarimento, come di consueto siamo a completa disposizione.

Un caro saluto a tutti. 

Gimmi Uda

L'azienda ha confermato di voler efficientare 1130 FTE e di voler utilizzare le fuoriuscite volontarie unitamente allo strumento della solidarietà.


Nel ribadire l'importanza dell'accordo di Giugno 2018 - dichiara Alessandro Faraoni della Segreteria Nazionale FISTel CISL - che permette alle parti di confrontarsi senza procedure di licenziamento, confermiamo la netta contrarietà ai numeri dichiarati da Vodafone.


Chiediamo processi trasparenti di reskilling e riqualificazione che uniti agli strumenti di cui sopra debbano permettere una soluzione finale senza atti traumatici.


Anche per la chiusura dei negozi vogliamo lavorare per operazioni che tengano conto delle esigenze dei lavoratori.


Concludo - afferma il sindacalista - che siamo favorevoli ad utilizzare strumenti di mobilità e solidarietà a condizione che i numeri si riducano drasticamente e soprattutto che siano funzionali ad un effettivo processo riorganizzativo e di internalizzazione attività.


Processi chiari e trasparenti che ci devono vedere coinvolti parimenti all'azienda e non soltanto come comprimari.


Nei prossimi giorni si svolgeranno le assemblee con le lavoratrici e i lavoratori per rivederci con l'azienda i prossimi 2 e 3 Aprile.

 

ROMA, 21 MARZO 2019

Mercoledì, 01 Maggio 2019 15:57

Smart working - CISL FP

Smart working

 
 

 

Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

La definizione di smart working, contenuta nella Legge n. 81/2017, pone l'accento sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l'accordo individuale e sull'utilizzo di strumentazioni che consentano di lavorare da remoto (come ad esempio: pc portatili, tablet e smartphone).

Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento - economico e normativo - rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie. È, quindi, prevista la loro tutela in caso di infortuni e malattie professionali, secondo le modalità illustrate dall'INAIL nella Circolare n. 48/2017.

A partire dal 15 novembre 2017, le aziende sottoscrittrici di accordi individuali di smart working potranno procedere al loro invio attraverso l'apposita piattaforma informatica messa a disposizione sul portale dei servizi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Per accedervi, sarà necessario possedere SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale); per tutti i soggetti già in possesso delle credenziali di accesso al portale dei servizi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si potrà utilizzare l'applicativo anche senza SPID.

Nell'invio dell'accordo individuale dovranno essere indicati i dati del datore di lavoro, del lavoratore, della tipologia di lavoro agile (tempo determinato o indeterminato) e della sua durata. Sarà, inoltre, possibile modificare i dati già inseriti a sistema o procedere all'annullamento dell'invio.

Le aziende che sottoscrivono un numero di accordi individuali elevato potranno effettuare la comunicazione in forma massiva.

 

Accedi all'applicativo sul portale dei servizi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

 

FONTE : https://www.lavoro.gov.it

Accordo Tim-sindacati sulle uscite volontarie. Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl telecomunicazioni hanno raggiunto con Tim due intese che permettono di poter far uscire dall’azienda anticipatamente e volontariamente 4.300 lavoratori nel biennio 2019-2020, utilizzando lo strumento “isopensione” della legge Fornero.

Altri 314 dipendenti potranno, sempre volontariamente, uscire dall’azienda nell’ambito di una procedura prevista dalla legge 223/1991, già avviata precedentemente nel 2017, che ha registrato un numero limitato di non opposizioni al recesso, utilizzando tra i requisiti anche quello di essere in possesso del diritto alla pensione anticipata con “quota 100”.

L’isopensione (o esodo dei lavo­ratori anziani) è stato introdotto dalla ri­forma Fornero e può essere uti­lizzato solo da aziende che occupano mediamente più di 15 dipendenti in esito ad un accordo raggiunto tra azienda, Inps e sindacati dei lavoratori.

Il meccanismo consente un anticipo dell’età pensionabile sino ad un massimo di 4 annirispetto alla normativa Fornero a patto che l’azienda esodante corrisponda, con oneri interamente a suo carico, un assegno ai lavoratori di importo equivalente alla pensione(l’assegno prende il nome di isopensione) per l’intero periodo di esodo, sino al perfezionamento dei requisiti per il pensionamento

L’intesa scarica a terra quanto incardinato nell’accordo dell’11 giugno 2018 firmato al ministero del lavoro.

 

“Con questa intesa – spiega Luciano Savant Levra, segretario nazionale della Uilcom – oltre alla importante opportunità data ai circa 4.600 lavoratori di uscire volontariamente e anticipatamente da Tim si gestiscono in maniera non traumatica gli esuberi dichiarati nel piano 2018/2020 (realizzato prima dell’arrivo del nuovo Ad Gubitosi ndr) che oltre a mantenere gli impegni sottoscritti in precedenza aumenta le uscite volontarie di circa 600 unità. Un segnale importante per andare verso quella normalizzazione indicata nel nuovo piano industriale della quale Tim ha molta necessità”.

 

Fonte: corriere.it

In allegato gli accordi sottoscritti.
Ora si rientra ma presto ci incontreremo.

Gianmichele Uda

Alberto Frau

Nel tardo pomeriggio di oggi l'AD di TIM ha incontrato le Segreterie Nazionali SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL per illustrare le linee strategiche del nuovo Piano industriale 2019 - 2021. Il piano è stato approvato ieri dal CDA di TIM e presentato in data odierna agli investitori, è focalizzato sullo sviluppo delle infrastrutture, sul rilancio del business per aumentare il valore delle attività del fisso e del mobile, sulla riduzione dei costi che non impatteranno sui dipendenti. Viene confermato il consolidamento del Brasile, in crescita sia in termini di clienti che di ricavi. Al momento il piano strategico, a valle di un’offerta ricevuta, prevede la sola cessione di Persidera ed il mantenimento dell’attuale perimetro del gruppo Tim. Sul tema rete fissa, è in corso un tavolo di confronto con Open Fiber, per valutare tra le possibili soluzioni, l’approdo ad una infrastruttura unica, eventualmente aperta. Sulla parte di rete mobile, proprio in queste ore si sta delineando una partnership con Vodafone per la condivisione degli investimenti su 4G e 5G, che comporterà una condivisione delle Torri, ed un conseguente contenimento e ottimizzazione dei costi. Sul piano dell'occupazione sono previste uscite volontarie per circa 4400, utilizzando art.4 (isopensione) già concordato con l’intesa ministeriale dell’ 11 giugno 2018 unitamente a quota 100. SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL hanno espresso un giudizio complessivamente positivo sulle strategie di rilancio del Gruppo a partire dalle prospettive di integrazione della Rete e Open Fiber - sempre sostenute dal sindacato confederale. Le OO.SS. hanno rimarcato come fondamentale il mantenimento dell'intero perimetro industriale e occupazionale, la formazione per l'aggiornamento delle competenze e l'inserimento di nuove risorse con skill adeguati ai nuovi processi di innovazione e digitalizzazione, sia sul versante tecnologico che dei nuovi servizi ai clienti e alle imprese. L'AD ha dato disponibilità a monitorare l'andamento del piano con incontri trimestrali specifici con le parti sociali. Le Segreterie Nazionali hanno confermato all'AD la piena condivisione del piano di CDP di salire nel capitale sociale fino al 10% in quanto rappresenta un forte elemento di stabilizzazione della Governance. In tale ambito, le OO.SS. hanno altresì auspicato, che si creino rapidamente le condizioni per un definitivo ritorno alla normalità delle relazioni sindacali, per affrontare i temi in sospeso e ristabilendo contestualmente un clima positivo.

 

Roma, 22 febbraio 2019

I ricavi dell'esercizio risultano in crescita rispetto all’anno precedente, sostenuti dalla forte prestazione in Brasile e dalla tenuta del comparto fisso Domestic, grazie all’incremento di linee UBB (+ 73% YoY), con ricavi in crescita sia in ambito Business sia Wholesale. Sul mobile Domestic, TIM è best in class in termini di tenuta verso il nuovo entrante e gli altri operatori mobili virtuali. PRINCIPALI RISULTATI DELL’ESERCIZIO 2018 – SU BASE COMPARABILE CON IL 2017 (PRE IFRS 9/15): • Ricavi Organici di Gruppo: 19,2 miliardi di euro (+0,5% YoY escludendo partite non ricorrenti) • EBITDA Organico di Gruppo: 8,1 miliardi di euro (-3,4% YoY escludendo partite non ricorrenti); escludendo tutte le partite non lineari il dato risulta in diminuzione dell’1,1% YoY. EBITDA Reported di Gruppo a 7,7 miliardi di euro (-1% YoY) • Utile Netto di Gruppo: 1,4 miliardi di euro su base normalizzata, escludendo la svalutazione di 2,6 miliardi di euro attribuita a Core Domestic e International Wholesale (partita non monetaria), oneri per ristrutturazione e altri oneri non ricorrenti • CAPEX di Gruppo pari a 4,2 miliardi di euro (-14,9% YoY) cui vanno aggiunti 2,4 miliardi di euro investiti per l’acquisizione delle licenze 5G in Italia • Indebitamento Finanziario Netto di Gruppo: 25,3 miliardi di euro, stabile YoY nonostante il pagamento della prima tranche delle licenze 5G per 0,5 miliardi di euro • Assemblea degli azionisti convocata il 29 marzo 2019 • Proposto dividendo su azioni risparmio pari a 2,75 eurocent

• Vodafone Italia (“Vodafone”) e il Gruppo Telecom Italia (“TIM”) intendono avviare una partnership per la condivisione della componente attiva della rete 5G, valutare la condivisone degli apparati attivi della rete 4G e ampliare l’attuale accordo di condivisione passiva; la partnership potrà consentire un più rapido sviluppo del 5G, su una più ampia area geografica e ad un costo inferiore • Le due società intendono cooperare per adeguare le rispettive reti di trasmissione in fibra per il backhauling mobile • Le due società intendono valutare l’aggregazione in un’unica entità delle rispettive infrastrutture passive, per un totale di 22.000 torri in Italia • Le due società hanno sottoscritto un Memorandum d’Intesa e hanno concordato di avviare una trattativa in esclusiva sul progetto complessivo Vodafone e TIM hanno annunciato in data odierna di aver sottoscritto un Memorandum d’Intesa non vincolante in relazione ad una potenziale partnership per condividere la rete attiva ed ampliare l’attuale accordo di condivisione della infrastruttura passiva. Le Parti stanno inoltre valutando fattibilità e contenuti di una possibile aggregazione in una sola entità delle rispettive torri di trasmissione in Italia. Per consentire la valutazione di queste iniziative, Vodafone e TIM hanno concordato un periodo di esclusiva nella negoziazione. In merito al progetto di condivisione della rete attiva, Vodafone e TIM intendono sottoscrivere un accordo che consentirebbe uno sviluppo congiunto della infrastruttura 5G. Questo progetto permetterebbe una più rapida implementazione della tecnologia 5G su un’area geografica più ampia e ad un costo inferiore. Vodafone e TIM valuteranno la fattibilità tecnica e commerciale di installare congiuntamente i propri apparati attivi 5G nel Paese, incluso in alcune grandi città dove ciascuna società potrebbe voler mantenere flessibilità strategica e assicurare la propria capacità di rispondere alle esigenze dei rispettivi clienti. Vodafone e TIM intendono inoltre valutare la condivisione degli apparati attivi anche delle rispettive reti 4G esistenti, per supportare la condivisione attiva della rete 5G; questo potrebbe inoltre generare ulteriori efficienze. Inoltre, Vodafone e TIM intendono adeguare le rispettive reti di trasmissione mobile, attraverso l’utilizzo di cavi in fibra ottica a più alta capacità ("Fiber-to-the-Site" o “backhauling”). Questo consentirebbe ai clienti di trarre vantaggio dalle nuove caratteristiche del 5G, come la maggiore velocità e la bassa latenza, e genererebbe maggiori economie di scala per le società. Vodafone e TIM intendono anche estendere l’attuale accordo di condivisione delle loro infrastrutture passive di rete, passando dagli attuali 10.000 siti (circa il 45% del totale delle torri delle due società) a una copertura su base nazionale, con l’obbiettivo di accelerare e rafforzare lo sviluppo della tecnologia 5G e utilizzare in modo più efficiente l’infrastruttura di rete, sia in zone urbane sia in aree rurali. Per quanto riguarda la potenziale operazione di aggregazione, Vodafone e TIM hanno concordato di valutare una potenziale transazione che permetta di consolidare in una sola entità le loro circa 22.000 torri di telecomunicazione in Italia, aggregando le infrastrutture passive di rete di Vodafone con quelle Page 2 of 2 C2 General di Infrastrutture Wireless Italiane (“Inwit”), società quotata in borsa e controllata al 60% da TIM. L’aggregazione sarebbe strutturata in modo da creare valore per tutte le parti coinvolte. Le società intendono valutare l’opportunità, ove possibile, di spostare nel tempo sull'infrastruttura della nuova società le apparecchiature di rete attive attualmente ospitate su torri di terzi. La ampliata infrastruttura delle torri continuerebbe a perseguire l’obbiettivo di incrementare l’ospitalità di altri operatori, per generare ulteriori efficienze. La potenziale aggregazione sarebbe strutturata in modo tale da attribuire a Vodafone e TIM la stessa partecipazione nel capitale e pari diritti di governance in Inwit, oltre che consentire alle parti di non dover lanciare un’offerta pubblica di acquisto sulle azioni di Inwit. L’iniziativa nel suo complesso mira a promuovere la concorrenza nel settore e facilita un contesto aperto per lo sviluppo del 5G. Tutti i progetti descritti sono contemplati, nei loro termini essenziali, in un Memorandum d’Intesa non vincolante e la loro attuazione è condizionata alla sottoscrizione di accordi vincolanti fra le parti, oltre che alle necessarie approvazioni antitrust. Vodafone e TIM si prefiggono di perfezionare uno o più di tali progetti nel corso del 2019. Aldo Bisio, Amministratore Delegato di Vodafone Italia, ha commentato: “Questa partnership ci consente di creare rilevanti benefici per i nostri clienti e per i soggetti coinvolti, che potranno vivere la migliore esperienza 5G, resa disponibile in anticipo e su una più ampia area geografica. Il 5G rappresenta una discontinuità tecnologica con un impatto sociale profondo, che richiede investimenti, efficienza e rapidità realizzativa. Questo ci ha portato ad ampliare l’ambito della positiva esperienza di cooperazione attuale.” Luigi Gubitosi, Amministratore Delegato del Gruppo Telecom Italia, ha commentato: ‘’Questa partnership permetterà ai nostri clienti di entrare più rapidamente nella rivoluzione del 5G consentendo, allo stesso tempo, a entrambe le aziende un uso più efficiente delle risorse dedicate a questa nuova sfida. Siamo convinti che la condivisione della rete sia un elemento chiave per offrire un servizio più esteso, migliore ed efficace a vantaggio del Paese, dei clienti e di tutti gli stakeholder.

’’ Ufficio Stampa Vodafone Italia Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.vodafone.it Ufficio Stampa TIM +39 06 3688 2610 www.telecomitalia.com/media Twitter: @TIMnewsroom TIM Investor Relations +39 06 3688 2807 www.telecomitalia.com/investor_relations

Sottoscritto oggi un importante accordo quadro fra ASSTEL e SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL che definisce regole per consolidare l’evoluzione industriale del settore nell’ambito del CCNL delle Telecomunicazioni. Roma, 21/2/2019 – Tutele del lavoro, contrasto alla concorrenza sleale e sviluppo della formazione e delle politiche attive e passive: ecco gli elementi cardine per garantire la sostenibilità delle imprese, dell’occupazione e la qualità dei servizi per le attività dei call center. L’Accordo Quadro sui principi e regole per il funzionamento delle attività del settore dei servizi di Customer Care, sottoscritto oggi tra Asstel, l’associazione che in Confindustria rappresenta l’intera Filiera delle TLC, e le Organizzazioni Sindacali SlcCgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, disegna un modello organico a cui tendere nel mercato dei servizi alla clientela, sia nella filiera delle telecomunicazioni, sia nella committenza di altri settori di attività. Essendo rappresentate in Asstel tutte le principali imprese di outsourcing di servizi di Customer Care, l’attuazione delle misure concordate potrà avere un forte impatto sull’intero settore. Infatti il modello di principi e regole dell’Accordo è aperto all’adozione anche da parte di aziende committenti al di fuori dal perimetro delle TLC, proponendosi quindi come base per un’evoluzione complessiva delle attività di call center. Nel merito, in materia di tutela del lavoro per le attività inbound, l’Accordo prevede che le aziende committenti per i nuovi affidamenti in outsourcing dei propri servizi di Customer Care dovranno fare riferimento al costo medio del lavoro come definito dalle Tabelle del Ministero del Lavoro elaborate sulla base di quanto previsto dal CCNL TLC. Questa misura introduce una rilevante novità nell’ambito delle attività di call center svolte in appalto e subappalto. Nei casi di cambio di appalto per le medesime attività di call center, Asstel e le Organizzazioni Sindacali individuano la necessità di maggiore diffusione della disciplina della “clausola sociale”. L’obiettivo è assicurarne l’applicazione effettiva e omogenea anche attraverso un intervento del Ministero del Lavoro, che abbia come riferimento l’Accordo sottoscritto da Asstel e Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil il 30 maggio 2016, così da offrire le necessarie tutele ai lavoratori interessati nel rispetto della libertà di impresa. Sulle attività outbound, viene riconfermato come unico riferimento l’Accordo del 1° agosto 2013 (modificato il 31 luglio 2017) che determina il trattamento economico dei collaboratori coordinati e continuativi addetti ad attività di vendita, recupero crediti e/o ricerche di mercato. Si è trattato del primo accordo collettivo che ha fissato un compenso base per un lavoro autonomo, oltre a prefigurare un importante intervento in materia di Welfare sanitario. Circa gli incentivi pubblici riconosciuti alle imprese per l’assunzione del personale, vengono richiesti dei correttivi in quanto tali misure, necessariamente temporanee, sono causa di fenomeni di concorrenza sleale tra le imprese del settore e possono comportare conseguenti crisi occupazionali, sia a carico degli operatori che non fruiscono di tali incentivi, sia delle imprese beneficiarie stesse, quando gli incentivi scadono. Sul fenomeno c.d. di dumping contrattuale, che Asstel e le Organizzazioni Sindacali intendono continuare a contrastare con determinazione, viene da un lato sollecitato l’intervento delle Istituzioni competenti contro la proliferazione di contratti in dumping o stipulati da soggetti non dotati dei necessari requisiti di rappresentatività; dall’altro lato viene prevista l’applicazione, negli affidamenti in appalto e/o in subappalto, del CCNL TLC (o altro equivalente) o dell’Accordo Collettivo per le attività di call center “outbound”. Infine, ma non meno importante, la parte dell’Accordo dedicata alla Formazione, Politiche Attive e Passive del lavoro, in cui si prevede lo sviluppo di programmi di formazione sulle competenze digitali dei lavoratori, prevenendo così l’obsolescenza professionale e agevolando i processi di riconversione. Contemporaneamente, Asstel e le Organizzazioni Sindacali intendono promuovere il coordinamento tra Enti pubblici e privati che operano nell’ambito del raccordo tra domanda e offerta di lavoro, nell’ottica di rendere il mercato più dinamico e favorire i processi di turn-over, sia all’interno che all’esterno della filiera. Va sempre in questa direzione la volontà di istituire un Fondo di Solidarietà per tutta la Filiera TLC: la sua costituzione, i cui tempi di realizzazione diventerebbero più rapidi grazie a un intervento pubblico, consentirà di affrontare i profondi processi di trasformazione del lavoro legati all’innovazione digitale. Un altro importante cardine dell’Accordo riguarda gli ammortizzatori sociali. In questo caso Asstel e le Organizzazioni Sindacali hanno rinnovato la richiesta al Ministero del Lavoro di rendere disponibili, anche per le aziende di call center in outsourcing che oggi rientrano nell’ambito del Fondo di Integrazione Salariale, gli stessi ammortizzatori oggi fruibili dalle aziende inquadrate a livello previdenziale nel comparto industria. “Con quest’Accordo – afferma il presidente di Asstel Pietro Guindani – ci proponiamo di offrire risposte efficaci al cambiamento che investe tutta la Filiera delle TLC e quindi anche il settore dei call center, con la finalità di assicurare una regolamentazione omogenea al lavoro, prevenire fenomeni di concorrenza sleale e di distorsione del mercato e di sostenere nuovi modelli di sviluppo, promuovendo la trasformazione delle competenze e l’efficienza delle imprese.” “L’avvio di questo percorso – sottolinea Guindani - è reso possibile grazie al sistema di Relazioni Industriali che si va consolidando intorno al Contratto Nazionale delle TLC, improntato alla partecipazione e alla responsabilizzazione delle parti. Dalla condivisione dei principi e delle regole sottoscritti nell’Accordo, infatti, derivano la necessità di adottare comportamenti coerenti rispetto a quanto previsto e una maggiore capacità di gestire eventuali comportamenti difformi che dovessero presentarsi”. “La Filiera delle TLC, e in particolare il settore dei servizi di Customer Care sarà attraversata nel prossimo futuro da inevitabili processi di cambiamento - affermano a loro volta i Segretari Generali Fabrizio Solari (SLC-CGIL), Vito Vitale (FISTELCISL), Salvo Ugliarolo (UILCOM-UIL) - ponendo Imprese e lavoratori davanti a nuove sfide rispetto alle quali servirà andare oltre ai tradizionali schemi di confronto, per individuare gli 3 strumenti più idonei a governare positivamente il processo di cambiamento e favorire uno sviluppo virtuoso di tutta la Filiera. Riteniamo – continuano i Segretari Generali – che l’intesa raggiunta oggi vada nella direzione giusta, ovvero quella di provare ad anticipare gli eventi perché questo accordo è l’inizio di un percorso che auspichiamo possa segnare una svolta positiva”. “Inoltre particolare rilievo riveste l’applicazione del costo medio del lavoro come definito dalle Tabelle del Ministero del Lavoro – sottolineano i Segretari Generali - che costituisce una misura, a tutela del lavoro e dei lavoratori, che abbiamo voluto introdurre pattiziamente, nel Settore TLC, anche per i nuovi affidamenti tra privati. Questa previsione verrà applicata in concomitanza dei nuovi affidamenti che interverranno per le attività di call center in appalto e in sub appalto dopo la data di firma dell’Accordo. Questo comporta che per le attività di call center, tipicamente “Labour intensive”, la competizione tra imprese dovrà sempre più orientarsi sugli elementi di qualità del servizio”. Il Presidente di Asstel e i Segretari Generali concludono sottolineando che: “L’Accordo sottoscritto quest’oggi rappresenta una delle sfide più coraggiose per il sistema di Relazioni Industriali: per la prima volta committenti, fornitori e rappresentanti dei lavoratori assumono impegni programmatici finalizzati a rispondere organicamente alle varie sfide poste dall’evoluzione del mercato dei servizi alla clientela esternalizzati. L’intesa dimostra che la contrattazione collettiva, se esercitata da parti veramente rappresentative, può costituire l’ambito per disegnare le soluzioni per accompagnare i processi di trasformazione, ampi e profondi, che interessano il mercato e il lavoro”.

 

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Per informazioni UFFICIO STAMPA ASSTEL Anna Borioni Via Barberini 11 – 00135 Roma Tel. 06 454247542 Cell. 3471409877

Mercoledì, 06 Febbraio 2019 22:16

VERTENZA COMDATA PADOVA E POZZUOLI

È terminato l'incontro presso il Ministero del lavoro.

È stato nuovamente calendarizzato un ulteriore incontro per marzo in quanto ancora oggi non ci sono state date le risposte concrete che ci si aspettava.

Per le OOSS resta fondamentale avere la certezza del prolungamento dell'ammortizzatore sociale in essere come strumento per raggiungere l'obiettivo di ricollocare tutte le Lavoratrici e i Lavoratori coinvolti. Le Organizzazioni hanno inoltre richiesto lo stato di avanzamento della gara Inps. Ad oggi non sono ancora terminate le verifiche da parte dell'ente preposto ANAC.

La FISTEL ha sottolineato che questa VERTENZA è emblematica per il settore : è palese che gli ammortizzatori sociali che si possono attivare per le crisi dei Call center sono ad oggi insufficienti .

Altrettanto necessario che il Governo concretizzi attraverso normative e regolamentazioni il proprio interesse per un settore che occupa 80.000 persone e che genera un fatturato che si aggira intorno al miliardo .
Settore in cui gli attori non sono più solo i grandi committenti delle telecomunicazioni, ma sempre più in espansione sono i comparti energetici, assicurativi e tutto ciò é legato all'innovazione e alla digitalizzazione .

 

Domani mattina giovedì 7 febbraio 2019 Annamaria Furlan Segretaria Generale Nazionale CISL sarà ospite della trasmissione "Uno Mattina" (Rai1) a partire dalle 7.10 sui temi della Manifestazione del 9 febbraio.

 

Gianmichele Uda

Il c.c.n.l. si applica alle imprese della tecnologia dell’informazione e della comunicazione, tra cui si elencano a titolo esemplificativo: A) imprese esercenti servizi di telecomunicazione (servizi di telefonia fissa e mobile, servizi di trasmissione dati e contenuti digitali e multimediali anche attraverso l’esercizio di reti e servizi di networking); B) imprese che svolgono attività di assistenza e gestione della clientela, in particolare a favore delle imprese di telecomunicazione; C) imprese che forniscono apparati e servizi di gestione, manutenzione ed esercizio di impianti e reti di telecomunicazione; D) imprese di sviluppo e implementazione di servizi per soluzioni tecnologiche applicate anche alle telecomunicazioni e alle imprese che forniscono servizi per contenuti digitali e multimediali.

Per saperne di più è possibile scaricare la sintesi cliccando qui oppure l'accordo completo è consultabile cliccando qui.

Associazione giovani CISL

 

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