Domenica, 25 Ottobre 2020 | Login

Verifica dei contributi • Riscatti e ricongiunzioni • Versamenti volontari • Scelta pensionistica • Calcolo della pensione

In data 20/01/2020, la RAI ha convocato le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, FNC-UGL, SNATER, LIBERSIND-CONFSAL per fare una comunicazione sul PdR. In seguito all’accordo del 13 dicembre 2018 la RAI ha pagato il PdR riferito all’anno 2018 ad ottobre 2019 e, in qualità di sostituto d'imposta, ha applicato ai lavoratori la tassazione agevolata al 10%. Successivamente, sulla base di un parere dell’Agenzia delle Entrate del 31/10/2019 (interpello n° 456) la detassazione sarebbe divenuta plausibile soltanto per i periodi successivi agli accordi di produttività, e quindi, la RAI ha comunicato alle OO.SS. di aver applicato in modo difforme la normativa. Per questa ragione, al fine di recuperare l'errore desumibile dall’interpello, la Rai si appresterà a praticare un conguaglio a gennaio 2020, così da poter chiudere la Certificazione Unica delle imposte entro febbraio 2020. Si tratta, in sostanza, di una operazione contabile attraverso la quale RAI anticiperà integralmente le supposte somme non versate all’Agenzia delle Entrate, per poi recuperarle su ogni singolo lavoratore mediante delle trattenute in busta paga frazionate in un certo numero di mensilità. L’entità dell'importo varierà da lavoratore a lavoratore, in base all’entità del premio ricevuto, e alle aliquote fiscali applicate al lavoratore medesimo: resta il fatto che, inspiegabilmente, la RAI ha deciso di iniziare il prelievo in busta paga proprio a partire dal corrente mese di gennaio. Le OO.SS, nel manifestare tutto il loro sconcerto e la propria irritazione per come la RAI ha gestito la partita fiscale legata al pagamento del premio di risultato, hanno invitato l’Azienda a congelare ogni prelievo dalle buste paga dei lavoratori, in attesa di un più complessivo pronunciamento degli Organismi competenti su questa delicata materia. Nonostante la posizione sindacale sia stata quella di invitare la RAI alla prudenza e ad un approfondimento del caso, la RAI ha confermato di voler agire in questo modo, e di aver già approntato i cedolini di pagamento con il prelievo della prima rata per il 27 gennaio. A seguire, verrà operata una rateizzazione, che – avendo a riferimento somme non superiori a circa € 30,00 mensili – andrà comunque non oltre le 12 rate. Per questa ragione, vista l’inspiegabile inamovibilità dell'Azienda, le OO.SS. ribadiscono quanto segue: 1. Le OO.SS. metteranno in campo ogni strumento idoneo a verificare la percorribilità di quanto deciso dalla RAI. 2. È onere dell’Azienda la valutazione delle modalità di liquidazione dell’importo e l’adozione della relativa imposizione fiscale corretta ed applicabile. Eventuali interpretazioni, anche successive, che incidano sulle modalità di tassazione, non è giusto che ricadano -a distanza di tempo- sul lavoratore, il quale non ha alcuna responsabilità e non ha partecipato in alcun modo alla sua fase valutativa. Questo anche in ordine agli effetti che ogni variazione potrebbe comportare fiscalmente per il lavoratore medesimo. 3. Non risulta pervenuta da parte dell’Agenzia delle Entrate alcuna comunicazione specifica a Rai in merito: appare francamente irragionevole che la RAI si muova unilateralmente sulla base di un parere generico. 4. L’art. 7 dell’accordo parla di premio di risultato e della relativa modalità di tassazione (“Il premio di risultato, al verificarsi delle condizioni e dei requisiti normativi, sarà assoggettato al trattamento fiscale agevolato, nei limiti ed alle condizioni previste dalla normativa vigente.”). Sulla base di questo testo, appare evidente che l'applicazione delle aliquote fiscali è stata una decisione dell'Azienda, nella sua qualità di sostituto d'imposta. 5. Nel caso in cui la Rai si ostinasse ad adottare tale recupero fiscale le OO.SS. chiederanno un incontro urgente a Rai ed UNINDUSTRIA sul tema della credibilità e affidabilità delle relazioni industriali. Per tutte queste ragioni, risulta ancora più inspiegabile la decisione della RAI di agire unilateralmente, senza peraltro aver completato tutti gli approfondimenti che, una situazione delicata e complicata come questa, richiederebbe. Chiediamo quindi alla RAI di astenersi dal porre in essere questo prelievo, e di convocare tutte le OO.SS. in sede di UNINDUSTRIA. Roma 22.01.2020 Le Segreterie Nazionali SLC CGIL, FISTEL- CISL, UILCOM-UIL, FNC-UGL, SNATER, LIBERSIND-CONFSAL

Oggetto: Richiesta di incontro

Gentile Presidente,
con la presente siamo a richiederLe un incontro al fine di poterLe rappresentare lo scenario sul settore
delle Telecomunicazioni.
In attesa di gentile riscontro, salutiamo cordialmente

 

SLC – CGIL   Fabrizio Solari 

FISTEL – CISL   Vito Antonio Vitale   

UILCOM UIL    Salvatore Ugliarolo 

Verbale di accordo fra la Società A. Manzoni & C. S.p.A. rappresentata dai Sigg.ri Moro, Tosato, Pozzetti e Di Rosario e le OO.SS. Nazionali di Categoria SLC-CGIL - FISTEL-CISL - UILCOM-UIL

Martedì, 10 Dicembre 2019 21:06

Comunicato - 3 gli strumenti indispensabili

In queste ore sono in discussione alla Camera tre emendamenti strategici per la tenuta del settore delle Telecomunicazioni ed il superamento di importanti crisi occupazionali già atto: gli strumenti per la nascita del fondo di settore, la stabilizzazione del contratto di espansione e la strutturalità degli ammortizzatori sociali ordinari per i Call Center. Si tratta di tre strumenti indispensabili per gestire i processi di riprofessionalizzazione fondamentali per la transizione tecnologica che sta stravolgendo il settore delle TLC ed evitare che la digitalizzazione si trasformi da opportunità di sviluppo professionale in ristrutturazione pesantissima sotto il profilo occupazionale. Il settore delle Telecomunicazioni rappresenta un asset strategico, occorrono risposte concrete da parte delle istituzioni se non si vuole condannare il Paese stesso a ritardi difficilmente colmabili, perdendo così la sfida della digitalizzazione. Per queste ragioni sollecitiamo il Parlamento e l'Esecutivo ad approvarli quanto prima. Roma, 10 dicembre 2019 Le Segreterie Nazionali SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

CCNL TLC: SI SUPERINO TUTTE LE RESISTENZE E SI DIA INIZIO AL CONFRONTO VERO Col comunicato del 25 ottobre ultimo scorso abbiamo ritenuto di dover dare un segnale di forte preoccupazione circa il rinnovo del CCNL delle TLC. A novembre 2017, con la stipula dell’accordo ponte, riteniamo di aver, tutti quanti, sottoscritto un impegno preciso ad addivenire ad un rinnovo contrattuale complessivo ed in tempi brevi. Si fa un gran parlare nel nostro comparto dei processi di digitalizzazione in corso, rafforzati dalla partenza del 5G e dalla diffusione della rete in fibre, e dei loro effetti sull’organizzazione del lavoro e sugli sviluppi professionali. Colpisce però come qualcuno possa pensare che si possa gestire tutto questo con un contratto scaduto, il cui rinnovo reale in tutte le sue parti risale ormai al 2013. Il settore non può prescindere da un insieme di regole aggiornate ai cambiamenti in grado di accompagnare le lavoratrici ed i lavoratori in una fase di innegabili novità avvenute e di là da venire. In questo contesto occorre capire se tutti gli attori della filiera vogliano continuare a scommettere su un contratto nel quale possano riconoscersi tutte le realtà che la compongono, ad iniziare da quelle più deboli. Col prossimo rinnovo occorre che i committenti ed i fornitori delle attività di customer care diano realmente prova di voler scommettere sulla “via alta” alla competizione ridando, i primi, maggior valore all’attività ed iniziando, i secondi, una reale trasformazione verso processi industriali al passo con la digitalizzazione dei servizi. Il settore ha urgente bisogno di un piano straordinario di riqualificazione e attualizzazione delle competenze. Nuove professionalità si vanno formando nel mondo della gestione dei dati e bisogna saperle integrare con quelle già presenti. Ma per fare tutto ciò bisogna che il CCNL continui ad essere uno strumento collettivo, rafforzato dal Fondo di settore. E poi c’è, non ultimo, il tema del salario. In questi anni abbiamo dovuto proteggere i perimetri occupazionali dagli effetti della crisi cha ha investito anche il nostro paese e ciò ha avuto ripercussioni anche sugli aspetti economici delle nostre rivendicazioni. L’attuale fase di grandi cambiamenti organizzativi e professionali dovrà registrare necessariamente un cambio di passo anche negli aspetti economici. Non ci aspetta un compito semplice, soprattutto per la disomogeneità della filiera, ma ormai il rinnovo non è più rinviabile. Si passi definitivamente dai buoni propositi di queste ore ad un confronto fattivo che ci consenta di convocare in tempi certi le delegazioni trattanti per riprendere il confronto. In caso contrario convocheremo comunque gli organismi unitari ma per definire le azioni di lotta. Roma, 20 novembre 2019 Le Segreterie Nazionali SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

DOCUMENTO UNITARIO WIND TRE Nella giornata del 28 novembre si è riunito a Roma il coordinamento Nazionale delle RSU di Wind Tre, unitamente alle Segreterie Nazionali e territoriali delle scriventi OO.SS. La delegazione ha espresso forte preoccupazione per la situazione aziendale che si sta determinando. Uno stato di incertezza e il mancato confronto alimentano forti timori per il futuro lavorativo delle lavoratrici e dei lavoratori di Wind Tre. Da tempo abbiamo chiesto un incontro che chiarisca finalmente le intenzioni aziendali rispetto al piano industriale, alla garanzia sul perimetro, al futuro dell’azienda. Questo silenzio aziendale sta peggiorando il clima tra i lavoratori e la mancata attuazione di tanti progetti enunciati e mai concretizzati alimenta sconforto per il proprio futuro professionale e lavorativo. Ribadiamo il nostro totale dissenso al progetto di esternalizzare i data center, operazione non lungimirante e segnale esclusivamente del bisogno di fare cassa. Aumentano inoltre le problematiche operative in ambito technology e permane la sensazione di nebulosità in tutti gli ambiti aziendali. Rivendichiamo con urgenza un confronto che sia chiaro, serio e che ponga al centro della discussione la tutela dei posti di lavoro, l’insourcing delle attività, la crescita professionale ovvero il futuro dell’azienda. Siamo inoltre ancora in attesa di poter discutere anche il contratto di secondo livello. Siamo consapevoli che la digitalizzazione del settore può comportare importanti cambiamenti e, come OO.SS., abbiamo dichiarato più volte di essere disponibili ad affrontarli con serietà. Ma non è più accettabile che l’azienda si nasconda dietro i cambiamenti per lasciare le lavoratrici e i lavoratori nel dubbio, con una linea aziendale ormai senza nessuna strategia. Il Coordinamento Unitario delle RSU di Wind Tre dà mandato alle OO.SS. Nazionali, qualora l’azienda non venga al tavolo in tempi rapidi, ad aprire lo stato di agitazione e a costruire, anche attraverso un percorso di assemblee, la necessaria mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori. Roma, 28 novembre 2019 Le Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL

Sabato, 30 Novembre 2019 00:20

Comunicato COMDATA

COMUNICATO Nella giornata di ieri, giovedì 14 novembre, azienda, OO.SS ed Rsu Sestu si sono incontrate per fare il punto sulla situazione del sito di Sestu, sulle problematiche dei colleghi in distacco nel sito di Elmas per il problema dei parcheggi. L’incontro è stato chiesto dalle OO.SS per le forti preoccupazioni riguardo il futuro del sito di Sestu dopo l’uscita per l’applicazione della clausola sociale dei lavoratori impiegati nella commessa Enel, e soprattutto per l’andamento delle commesse, in particolare Fastweb. Le OO.SS hanno richiesto un impegno da parte aziendale per far crescere nuovamente il sito anche con l’arrivo di nuove attività che permetterebbero l’inserimento di nuova forza lavoro. L’azienda rispetto a questi temi ha chiarito che la commessa Delivery economicamente va bene, per la quale però occorre ricercare continuamente i giusti equilibri con i volumi non lineari; ancora difficile la situazione su Fastweb su cui si sta lavorando per recuperare e che tuttavia va vista nel complesso dell’appalto (Consumer su Cagliari e Business su Lecce) che in generale va bene. L’azienda inoltre ha presentato la situazione di tutto il territorio cagliaritano, quindi anche delle commesse presenti nel sito di Elmas. In tal senso ha spiegato che il territorio, fortemente caratterizzato dalle commesse tlc, va bene in termini economici. Nel complesso chiaramente si inseriscono poi le specificità e le criticità delle singole attività. In sintesi vanno molto bene le attività del credito e di Open Fiber che hanno visto raddoppiare i volumi nel corso degli ultimi mesi; vanno bene le attività Wind anche se con qualche criticità sul prepagato. I vertici aziendali hanno chiarito che sul territorio cagliaritano l’impegno del gruppo è importante, con ottime relazioni con i diversi clienti (Credito, Wind e Open Fiber in particolar modo), ma anche con Tim, soprattutto migliorato rispetto al passato, e con Fastweb ugualmente i rapporti sono improntai alla crescita. L’azienda ha confermato la volontà, già ufficializzata nel precedente incontro con le Segreterie e le Rsu dei due siti del Luglio scorso , di voler procedere con l’accorpamento delle due sedi nelle quali attualmente insistono 702 lavoratrici e lavoratori, di cui 155 Wind in distacco. Inoltre importante il contributo della forza lavoro in somministrazione (91 lavoratrici e lavoratori). L’azienda conferma che il lavoro in somministrazione (distribuito su tutte le attività) è finalizzato a creare favorevoli condizioni di flessibilità anche in una prospettiva di ulteriore crescita, in particolare sul comparto creditizio, su Open Fiber e su Fastweb. 2 Tale accorpamento dovrebbe essere fatto entro il 31 dicembre, data in cui scade il contratto di affitto di Sestu. Le OO.SS hanno richiesto con forza che fino a quando non sarà risolto il problema dei parcheggi nella zona industriale di Elmas non si proceda con il trasferimento del personale attualmente a Sestu, inoltre è stato specificato all’azienda che la soluzione per i parcheggi inoltre non dovrà pesare sui salari dei dipendenti. L’azienda si è resa disponibile a prolungare se fosse necessario, la permanenza dei lavoratori nel sito di Sestu. Si è impegnata inoltre ad incontrare nuovamente le segreterie Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil per fare il punto sul tema specifico dei parcheggi, attualmente ancora in fase di analisi per una soluzione. La prossima settimana inoltre l’azienda convocherà le Rsu dei due siti per ricercare soluzioni per la gestione dei ritardi legati alla penuria dei parcheggi fino a quando tale criticità non sarà risolta. Anche questa condizione è stata fortemente richiesta dalle OO.SS. Infine l’azienda ha chiarito che, proprio in un’ottica di unica sede, occorrerà ricercare nuove soluzioni organizzative univoche per tutti i dipendenti. Le OO.SS. hanno chiaramente ribadito l’urgenza di ricercare una soluzione ad un problema già esistente indipendentemente dal prossimo trasferimento della forza lavoro di Sestu. Le OO.SS. hanno inoltre ribadito che, al di là dei tavoli tecnico-sindacali con i comuni di Cagliari e di Elmas volti a introdurre e potenziare i servizi della viabilità e del trasporto pubblico, la soluzione dei parcheggi per i dipendenti spetta all’azienda. Le OO.SS. hanno inoltre chiarito la propria disponibilità al confronto per nuovi modelli organizzativi, partendo dall’assunto che l’armonizzazione di modelli differenti legati a una platea molto articolata di lavoratori, dovrà passare attraverso dei miglioramenti e non il contrario. Infine le OO.SS. hanno marcato la necessità di riavviare confronti anche di carattere nazionale, al fine di ricercare le giuste soluzioni sul piano economico per una vasta platea di lavoratrici e di lavoratori con un bagaglio di esperienza di un decennio. Cagliari, 15 novembre 2019 Le segreterie regionali di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL Le RSU COMDATA Sestu.

COMUNICATO SCIOPERO GRUPPO GEDI-GNN-GEDI PRINTING Le Segreterie Nazionali Slc, Fistel e Uilcom, condividendo le forti preoccupazioni e le sollecitazioni pervenute dalle assemblee informative sul piano di ristrutturazione del gruppo GEDI e GNN e Gedi Printing, proclamano lo sciopero nazionale di tutti i lavoratori del gruppo per l’intera giornata lavorativa del giorno 16 novembre 2019. Le Segreterie Nazionali SLC CGIL- FISTEL CISL.- UILCOM UIL

COMUNICATO T I M Nelle giornate del 6 e 7 novembre, il Coordinamento nazionale delle RSU di TIM e le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL si sono incontrati con la direzione aziendale di TIM. In queste due intense giornate di confronto sono state affrontate diverse e significative tematiche, di seguito evidenziate: SECONDO LIVELLO DI CONTRATTAZIONE Nell’incontro precedente Tim aveva esposto una serie di temi sulla parte normativa, affini alla piattaforma confederale, sui quali vi erano state alcune “timidissime” aperture definite insufficienti da parte sindacale, ed altri temi di esigenza aziendale ritenuti totalmente inaccettabili, come già riportato nel comunicato unitario del 9 ottobre. Il confronto è quindi proseguito con le richieste del Sindacato confederale che ha ribadito i punti della propria Piattaforma legati alla parte “NORMATIVA”, sottolineando l’insufficienza delle aperture di TIM dell’incontro precedente e, sollecitando un riscontro anche per i punti di valenza economica non presi in esame la volta precedente: lavoro festivo e notturno, incremento maggiorazioni, reperibilità, trasfertistica e previdenza complementare. SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL hanno invitato TIM ad esporre la propria visione sui temi normativi ed economici in modo più esaustivo, nell’ottica di far “decollare” la trattativa e quindi entrare nel merito dei punti, il tutto per cercare di giungere in tempi brevi alla chiusura di un accordo complessivo sul secondo livello che integri il significativo lavoro svolto con l’intesa del 18 di luglio us. Si dà atto a Tim che nelle sue risposte, partendo dalle slides pubblicate nell’incontro del 1 e 2 ottobre, ha affrontato ogni singolo punto di richiesta sindacale, e la sintesi che la delegazione confederale ne ricava è di una formale disponibilità dell’azienda al prosieguo della trattativa che vede le parti però ancora distanti. A fronte dei temi inaccettabili si registra una esigenza di riflessione da parte aziendale che permetta di rimuovere dal tavolo quelli che sono gli ostacoli non superabili: deroga alle 11 ore, eliminazione del Premio annuo per i nuovi assunti, modifica regime orario per 1254, etc… Su molti punti della Piattaforma sindacale si rilevano delle iniziali disponibilità da parte aziendale che vanno nella direzione giusta, a partire dallo strumento della reperibilità che deve tornare ad essere normato e regolato con un accordo, condividendo il principio di coinvolgimento delle RSU territoriali, avendo come obiettivo quello di riportare questo istituto dentro il perimetro corretto di utilizzo, che fa ad oggi invece registrare comportamenti difformi territorio per territorio. La flessibilità tempestiva dovrà trovare una miglior definizione delle causali e soluzioni compatibili per i lavoratori per quanto riguarda la sua applicazione (tecnico/economica), che ad oggi ne vede un “sovrautilizzo”; rimane pertanto la richiesta del lavoro programmato notturno. Sul tema “giorni festivi”, voce che vuol dare in particolar modo una risposta/segnale di attenzione al mondo dei turnisti, permangono le distanze ma sembrano esserci le condizioni per un ragionamento di merito legato alle richieste sindacali, mentre più in generale sul tema delle trasferte, delle maggiorazioni nottune/festive, delle ricomposizioni di orario, dei ritardi a recupero e di quelli con franchigia”, si registra una disponibilità al dialogo. Inoltre nelle varie realtà aziendali, nonostante gli avvicendamenti organizzativi, frutto del piano industriale e di una evoluzione tecnologica non più rinviabile, si evidenziano alcuni reparti in sofferenza di organico, come quello degli H24, per i quali si deve trovare una soluzione a partire anche dal secondo livello, rendendo maggiormente appetibili i job posting fatti di recente che non hanno trovato lavoratori disponibili a quel ruolo.

Per i lavoratori di ASA, dell’INFORMATICA e per il progetto FOOTPRINT, si è ribadita la necessità di fare un “focus” specifico entro l’anno al quale partecipino le linee operative di questi importanti settori aziendali. TIM ha formalmente accettato la richiesta, fatto fondamentale per iniziare un confronto sui “turni ASA” e chiarire i legittimi dubbi che il mondo dell’informatica pone con sempre maggior forza, dubbi legati ad una evidente mancanza di comunicazione sulle strategie aziendali che sembra coinvolgerli in un disegno ad oggi non chiaro, anche alla luce dell’Accordo con GOOGLE del 7 ottobre. PROGETTO TOKEN / SecOLO Sul sistema informatico Token/SecOLO, ne era stata spiegata la filosofia con il comunicato del 2 ottobre allegando le relative slides, il 6 novembre la delegazione ha affrontato l’argomento con l’azienda in base a quanto previsto dal comma 1 dell’art.4 ex legge 300 in materia di controllo a distanza, con l’obbiettivo di raggiungere un accordo che realizzi il corretto bilanciamento tra le richieste aziendali ed il diritto incomprimibile della tutela della dignità e della riservatezza dei lavoratori. L’Accordo siglato sul Token prevede, prima, di dare una adeguata informativa a tutti i lavoratori interessati, poi tramite il sistema denominato SecOLO di effettuare una criptazione dei dati del cliente OLO (Fastweb, Vodafone, Wind ecc) tracciando l’accesso dei lavoratori che saranno chiamati a gestire il guasto, il dato di tracciatura verrà conservato per 5 anni su banche dati aziendali, alle quali accederanno solo gli amministratori di sistema, figure designate all’interno della funzione It, le uniche autorizzate ad accedere ed a fornire i dati di tracciatura ai due enti esterni previsti dall’Accordo, l’Agcom e Autorità Giudiziaria/Polizia Giudiziaria, a seguito di comportamenti illeciti denunciati all’autorità stessa e a segnalazioni di utilizzo improprio di informazioni aziendali giunti ad Agcom. L’Accordo sindacale esclude ogni forma di utilizzo dei dati, i quali non potranno essere diffusi in altri ambiti aziendali, né potranno essere usati per il corretto adempimento della prestazione lavorativa e/o utilizzati per fini disciplinari, salvo il caso di comportamenti illeciti che abbiano attivato l’autorità giudiziaria o a seguito di verbali di accertamento di Agcom per specifiche utenze/clienti. L’Accordo, ottemperando alla delibera 396/18 di AGcom, indica TIM quale responsabile del trattamento dei dati facendo sì che il singolo lavoratore non possa mai essere chiamato a rispondere direttamente (oltre ai due casi citati) verso terzi. Per chiudere, il sistema che TIM, obbligatoriamente, ha dovuto mettere in piedi per porre rimedio alle falle di un sistema che già in passato è costato caro all’azienda (Multe) e soprattutto ai lavoratori (vedi i turni ASA), descrive una volta di più la crisi di un settore, realtà testimoniata anche dai conti dell’ultimo trimestre, che illustrano una migliore gestione dei costi ma un ennesimo calo dei ricavi, segno che nel settore la guerra in atto è tutt’altro che finita, e per raggiungere quelli che oggi vengono definiti obbiettivi (tema sul quale le imprese dovrebbero iniziare a riflettere a fondo) “qualcuno” si lascia andare a pratiche fuori dalle regole…difficile pensare che possa essere la singola lavoratrice o il singolo lavoratore. ESAMI CONGIUNTI CREDITO e CDM (ASA) Si è proceduto con i verbali di esame congiunto riguardanti il CREDITO e il CDM. Per quanto riguarda il Credito, i lavoratori coinvolti nelle assemblee non hanno contestato tanto il nuovo modello di matrice dei turni, quanto il progetto che non è stato spiegato “omogeneamente” in tutti i settori dove sarà applicato, quindi finalità non chiare e poca comprensione al perché si debbano cambiare i turni. Non è stata pertanto data disponibilità a firmare un verbale di esame congiunto per il Credito invitando l’azienda a ripensare il progetto e ad evitare fughe in avanti con partenze unilaterali.

Dopo una riflessione in merito, l'azienda ha deciso di soprassedere alla rivisitazione dei turni del Credito Consumer, “rimandando” il tutto a data da definirsi. L’incontro è proseguito con l’esame congiunto del “Customer Device Management”, struttura della funzione wholesale, legata al mondo ASA. Le assemblee svolte presso i territori interessati, hanno manifestato l’esigenza di riduzione delle presenze sabati e domeniche, ed una miglior flessibilità per quanto riguarda le pause e gli orari di ingresso. Il confronto che ne è seguito al tavolo ha permesso di giungere ad un verbale di esame congiunto esperito positivamente. Per il gruppo Performance e Process Management vi è stata la riduzione del turno base al sabato (da 2 a 1), l’eliminazione della presenza al sabato nel turno serale, pausa da 30 minuti nel turno pomeridiano (era 1 ora) ed il turno continuato per il serale delle 20 con inizio alle 12:22 (era 11:52). Per il gruppo Specialist & Support Management, nel turno base viene differenziato il sabato dal lunedìvenerdì (prima era tutto insieme), portando al lunedì-venerdì tutto il personale in orario base tranne una risorsa nel turno pomeridiano e tre in quello della sera, al sabato quattro risorse dislocate singolarmente nei 4 turni esistenti base, mattino, pomeriggio e sera. Domenica e festivi infrasettimanali saranno trattati in base alle norme contrattuali previste dal CCNL vigente, con una risorsa in turno base ed una in turno mattina. Le pausa passa a 30 minuti per il turno pomeridiano (era 60) e viene eliminata nel turno della sera passando ad orario continuato 12:22 – 20:00. VARIE L’azienda nel finale dell’incontro ha fornito su richiesta del sindacato confederale la situazione relativa alla consegna dei pc per quanto riguarda il “lavoro agile”, sono in arrivo 1.300 PC a coloro che hanno dichiarato di NON avere l’HW necessario per fare il lavoro agile e 112 HW in pool per il settore ASA. Per il progetto FOOTPRINT, a seguito dei passaggi territoriali con le rappresentanze locali ed alle grandi perplessità emerse in questi incontri, le Segreterie nazionali hanno richiesto all’azienda un “ritorno” in ambito nazionale per meglio comprendere la ratio di questo progetto. Progetto “Risorgimento Digitale”: TIM ha presentato un sinificativo progetto che cerca di sviluppare l’educazione digitale e le competenze digitali dei cittadini italiani, sicuramente un’ottima azione per uscire dal guscio, per passare dalla difesa (fatta purtroppo per anni) all’attacco e quindi ad una visibilità finalmente degna di una grande Gruppo che deve e può essere il soggetto trainante nel settore delle TLC del Paese. CONCLUSIONI SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL prendendo atto che TIM ha espresso con chiarezza la volontà di arrivare ad un accordo anche sulla parte “normativa” in tempi brevi, evidenziano l’urgente e non procrastinabile necessità di passare ad un confronto che faccia un salto di qualità, e dopo molteplici dichiarazioni, slides e discussioni verbali, attendono testi che accelerino la trattativa per tentare di chiuderla con una intesa. Nel frattempo si attende di condividere un nuovo appuntamento, auspicabilmente entro la fine del mese. L’Accordo sul sistema Token è invece la rappresentazione di come con il Sindacato confederale si possano fare accordi che realizzino quanto richiesto in tema di sicurezza e protezione dei beni aziendali

Ed, allo stesso tempo, tutelino le lavoratrici ed i lavoratori da qualsiasi diverso fine in materia di controllo a distanza. Sul Credito si rimane in attesa di un prossimo appuntamento nel quale le linee siano in grado di fornire un adeguato piano di riorganizzazione che giustifichi coerentemente un nuovo assetto della matrice turnistica. Il giorno 7 novembre è stata anche la giornata del Cda di TIM, dal quale sono emersi diversi fatti importanti a partire dalla trimestrale che vede un ebitda in rialzo al +4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I ricavi sono invece in calo, sintomo di un settore in forte trasformazione che ancora non ha trovato la strada definitiva per la ripresa ed è caratterizzato ancora da una ipercompetizione sui prezzi; in questa ottica si valutano positivamente le alleanze con Google e Santander, finalizzate alla crescita dei ricavi e alla riduzione del debito, e si confida fortemente che si riesca a realizzare l’integrazione della rete con Open Fiber e portare a termine il progetto TORRI (INWIT) con Vodafone. La ricerca di alleanze che portino ad un risparmio sui costi nella condivisione delle risorse ed alla apertura a soci che possano portare capitali, è un meccanismo che aumenta a livello mondiale e che vede TLC e Media sempre più aggregarsi tra loro. In Italia non si potrà pensare di avere un modello diverso dallo scenario mondiale, nel quale oramai prevalgono queste dinamiche. Quello che preme in questo contesto alle OO.SS. è il mantenimento e lo sviluppo dei livelli occupazionali e dell’attuale perimetro industriale del Gruppo TIM. Roma, 12 ottobre 2019 Le Segreterie Nazionali SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

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