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Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali

Direzione Centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione Roma,

12-03-2020 Messaggio n. 1118

Allegati n.1 OGGETTO: Modalità di presentazione delle domande di cassa integrazione ordinaria e di assegno ordinario ai sensi degli artt. 13 e 14 del decreto legge n. 9/2020.

Nuove causali “Covid-19 d. l. n. 9/2020” e “Covid-19 interruzione CIGS - d. l. n. 9/2020”. 1. Premessa e quadro normativo Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, il 2 marzo 2020 è entrato in vigore il decreto legge n. 9 recante “Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”. Il Capo II del predetto decreto prevede una serie di misure speciali a sostegno dei datori di lavoro e dei lavoratori che svolgono l’attività lavorativa nei Comuni individuati nell'allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 stessa data. L’ambito territoriale di cui al predetto allegato è stato ampliato a seguito dell’emanazione dei DPCM 8 marzo e 9 marzo 2020 che prevedono ulteriori disposizioni attuative del decreto legge 23 febbraio 2020 n. 6, ai soli fini del contenimento del contagio, ma tale ampliamento non riguarda le misure speciali di sostegno al reddito in favore di imprese e lavoratori previste dal suddetto decreto legge n. 9/2020, che quindi è, allo stato, l’ultimo provvedimento legislativo adottato in materia. Nelle more dell’imminente emanazione della circolare che fornirà le relative istruzioni amministrative, si rende necessario fornire indicazioni in merito alla modalità di presentazione delle domande di concessione delle prestazioni di integrazione salariale disciplinate dagli artt. 13 e 14 del d. l. n. 9/2020, per le quali sono state rilasciate nuove e specifiche causali. L’Istituto monitora costantemente il continuo succedersi dei provvedimenti legislativi e regolamentari adottati per effetto dell’emergenza epidemiologica in atto e, pertanto, si fa riserva di rilasciare nuove ed ulteriori istruzioni che amplino, integrino o modifichino quelle fornite con il presente messaggio. Stante il disposto di cui all’art. 13 del decreto legge citato, le domande di cassa integrazione ordinaria e di assegno ordinario possono essere presentate dai datori di lavoro, con la nuova causale denominata “COVID-19 d. l. n. 9/2020”, esclusivamente nei seguenti casi: a) se l’interruzione o riduzione dell’attività lavorativa interessa unità produttive/plessi organizzativi site nei Comuni del citato allegato 1; b) se l’interruzione o riduzione dell’attività lavorativa interessa unità produttive/plessi organizzativi collocate al di fuori dei Comuni del citato allegato 1, con riferimento ai soli lavoratori residenti o domiciliati nei predetti Comuni, impossibilitati a prestare l’attività lavorativa stessa. 2. Termine di presentazione della domanda di cassa integrazione ordinaria e assegno ordinario. Neutralizzazione. In deroga all’articolo 15, comma 2, e all’art. 30, comma 2, del D.lgs. 148/2015, le domande di accesso alla cassa integrazione ordinaria e all’assegno ordinario con la causale sopra indicata devono essere presentate alla Struttura INPS territorialmente competente in relazione all’ubicazione dell’unità produttiva, esclusivamente in via telematica, entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa (art. 13, comma. 1, D.L. 9/2020). Con riferimento all’assegno ordinario, possono accedere alla prestazione anche le aziende che nelle aree colpite dall’emergenza epidemiologica hanno plessi organizzativi non aventi i caratteri propri di unità produttiva, come descritti nella circolare n. 139 del 2016 (es. agenzie, filiali, succursali). Inoltre, si richiama l’attenzione sul fatto che l’art. 13, comma 4, del citato decreto legge ha previsto che l'assegno ordinario è concesso anche ai datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale (FIS), che occupano mediamente più di 5 dipendenti. Riguardo alla decorrenza del termine di presentazione delle domande, per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa iniziati nel periodo ricompreso tra la data del 23 febbraio 2020 e la data di pubblicazione del presente messaggio, il dies a quo coincide con la predetta data di pubblicazione. Pertanto, il periodo intercorrente tra la data del 23 febbraio 2020 e la data di pubblicazione del presente messaggio è neutralizzato ai predetti fini. Per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa verificatisi dal giorno successivo alla data di pubblicazione del presente messaggio, la decorrenza del termine di presentazione della domanda seguirà le regole ordinarie e, pertanto, è individuato nella data di inizio dell’evento di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. 3. Modalità di presentazione delle domande di cassa integrazione ordinaria e di assegno ordinario ai sensi dell’art. 13 del decreto legge n. 9/2020 La domanda per accedere alle prestazioni di cassa integrazione ordinaria e di assegno ordinario è disponibile nel portale INPS www.inps.it nei Servizi OnLine accessibili per la tipologia di utente “Aziende, consulenti e professionisti”, alla voce “Servizi per aziende e consulenti”, opzione “CIG e Fondi di solidarietà”. La domanda è altresì disponibile nel portale “Servizi per le aziende ed i consulenti”, con le consuete modalità.

E’ possibile utilizzare l’apposita causale denominata “COVID-19 d. l. n. 9/2020”. Per quanto concerne la prestazione di assegno ordinario, unitamente alla domanda deve essere obbligatoriamente presentata la dichiarazione di responsabilità di cui all’allegato 1 del presente messaggio, in sostituzione della scheda causale. Tale allegato consente al datore di lavoro di dichiarare, a seconda della prestazione richiesta, quanto segue: 1. che l’unità produttiva per la quale è presentata l’istanza è attiva alla data del 23 febbraio 2020 ed è ubicata nei territori dei comuni di cui all’allegato 1 del DPCM del 1 marzo 2020 (sia in caso di domanda di CIGO che di assegno ordinario); 2. che i lavoratori per i quali si richiede l’integrazione salariale sono in forza all’azienda alla data del 23 febbraio 2020; 3. che il plesso, in cui si è verificato l’evento, che ha dato luogo alla richiesta di integrazione salariare, è situato nei territori dei comuni di cui all’allegato 1 del DPCM del 1 marzo 2020 (solo in caso di domanda di assegno ordinario); 4. che i lavoratori per i quali si richiede l’integrazione salariale svolgono l’attività lavorativa nel plesso, specificato nel punto precedente (solo in caso di domanda di assegno ordinario). 5. che i lavoratori per i quali si richiede l’integrazione salariale hanno comunicato di essere residenti/domiciliati all’interno dei comuni di cui all’allegato 1 del DPCM del 1 marzo 2020 (sia in caso di domanda di CIGO che di assegno ordinario). Nel caso in cui venga resa la dichiarazione di cui al punto 5), i datori di lavoro devono acquisire e conservare presso la propria sede le dichiarazioni rilasciate dai lavoratori in merito alla residenza o domicilio all’interno dei comuni di cui all’allegato 1 del DPCM del 1 marzo 2020. 4. Modalità di presentazione della domanda di cassa integrazione ordinaria ex art. 14 del decreto legge n. 9/2020. L’art. 14 prevede la possibilità per le imprese beneficiarie di integrazioni salariali straordinarie (ad esempio, per contratto di solidarietà o per riorganizzazione) che devono sospendere il programma di CIGS a causa del blocco totale dell’attività lavorativa, di accedere al trattamento di integrazione salariale ordinario previsto dall’art. 13. In tali casi, le aziende che hanno unità produttive situate nelle aree colpite dall’emergenza COVID-19 – individuate nell'allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020 – nonché le imprese collocate al di fuori dei predetti Comuni ma con lavoratori residenti o domiciliati nei Comuni medesimi, impossibilitati a prestare l’attività lavorativa, possono richiedere l’integrazione salariale ordinaria, seguendo le modalità di cui al precedente paragrafo, con causale “COVID-19 – interruzione CIGS d. l. n.9/2020”. Tale causale è stata appositamente prevista in ragione dell’esigenza di monitorare distintamente i differenti limiti di spesa introdotti, rispettivamente, dall’art. 13 e 14 del decreto legge n. 9/2020. La CIGO potrà essere autorizzata, previa adozione da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, su istanza aziendale, di un decreto che disponga l’interruzione della CIGS in atto per impossibilità di completare il programma previsto. Il decreto ministeriale che dispone l’interruzione degli effetti del trattamento di integrazione salariale straordinario è inserito nella procedura Sistema Unico, secondo le ordinarie modalità, ed è propedeutico al rilascio dell’autorizzazione al trattamento di integrazione salariale ordinario.

 

Il Direttore Generale

Gabriella Di Michele

ANSA-FOCUS/ Accordo governo-sindacati,"kit sicurezza fabbriche"
Stop aziende perché si adeguino. Conte non vuole chiusura totale
13 Marzo , 20:38
(di Michele Esposito) (ANSA) - ROMA, 13 MAR - Chi non può adeguarsi subito all'emergenza coronavirus chiuderà per qualche giorno, gli altri no. E' in sostanza questo l'accordo sulle fabbriche a cui giungono a fine giornata il premier Giuseppe Conte, il governo, i sindacati e gli industriali. Una videoconferenza in due tranche sigilla la tregua dopo le tensioni emerse nelle scorse ore e Conte può cosi passare allo step successivo per arginare l'emergenza italiana: quella sanitaria e quella economica, cuore dei due prossimi provvedimenti che il governo si prepara a varare. Ai lavoratori degli stabilimenti di tutta Italia sarà fornito già nelle prossime ore un kit per la sicurezza: dalla mascherine ai guanti, tutto gratuitamente. E' questo uno dei passaggi chiave del video incontro, in mattinata, tra Conte, i ministri Gualtieri, Catalfo, Patuanelli, D'Incà, il sottosegretario Fraccaro e i vertici di Cgil, Cisl e Uil nonché di Confindustria, Confapi e Confartigianato. Una riunione svoltasi "in un clima molto costruttivo" dove è emersa la "collaborazione" delle parti sociali "per una soluzione condivisa", spiega una nota di Palazzo Chigi a metà giornata. E l'accordo prenderà forma nella redazione di un protocollo di sicurezza ad hoc - al quale una nuova conference call in tarda serata dovrebbe dare il via libera - per i lavoratori negli stabilimenti di ogni tipo. Stabilimenti sui quali Conte non cambia strategia: l'attività produttiva delle filiere italiane non può essere interrotta in un contesto economico già difficilissimo. Nessuna nuova misura restrittiva sulle fabbriche, insomma, ma l'assicurazione che "noi tutti abbiamo il vincolo morale e giuridico di garantire loro condizioni di massima sicurezza", spiega il capo del governo alle parti sociali esaltando il ruolo di chi - dai medici ai vigili del fuoco - in piena emergenza continua a recarsi nel proprio posto di lavoro: "In questo momento sono le colonne portanti su cui si regge l'intero Paese". I protocolli di sicurezza, è la richiesta del governo agli industriali, devono essere rigidissimi. E chi non è pronto potrà stoppare la propria attività per avere il tempo di adeguarsi. Nel frattempo, le aziende potranno approfittarne per "sanificare" le aree e "sarà consentito l'uso degli ammortizzatori sociali". Tutto il necessario, insomma, perché gli stabilimenti restino aperti. Anche perché il governo deve già fronteggiare chi, da Fincantieri alla Ducati, ha deciso in autonomia già di sospendere tutte le attività. "Dobbiamo dare sicurezza a chi lavora "distinguendo l'essenziale (ad esempio sanità, filiera alimentare, servizi pubblici) da ciò che é rinviabile", spiega Maurizio Landini della Cgil mentre Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo confermano che il tema della sicurezza è stato condiviso da tutti nel corso della riunione. Ma non tutti abbassano il tiro. Il governatore Attilio Fontana chiede ancora di stoppare produzioni non indispensabili, Giorgia Meloni sostiene lo stop ai cantieri non sicuri. Il pressing per ulteriori chiusure, insomma, resta. Così come non si fermano, al Nord soprattutto gli scioperi. Ma l'obiettivo del governo è che, con la consegna dei kit di sicurezza e la redazione delle linee guida, la produzione possa, almeno parzialmente, riprendere. (ANSA).

ESP

++ Governo-parti sociali daranno ok protocollo sicurezza ++
Videoconferenza aggiornata al pomeriggio. Si lavora a testi
(ANSA) - ROMA, 13 MAR - La videoconferenza tra il premier
Giuseppe Conte, il governo, sindacati e industriali, a quanto si
apprende, è stata aggiornata a questo pomeriggio. Nel frattempo
si lavorerà alla redazione di un protocollo di sicurezza ad hoc
per i lavoratori che dovrebbe avere il via libera in occasione
del nuovo video incontro previsto più tardi.(ANSA).

ESP-MRG
13-MAR-20 14:14

= Coronavirus:nuovo video-incontro governo parti sociali stasera =
(AGI) - Roma, 13 mar. - Parti sociali e governo, che hanno
tenuto una riunione da remoto, oggi pomeriggio lavoreranno ad
un protocollo sulla sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, per
produrre un documento che conterra' gli obblighi a cui tutte le
aziende dovranno attenersi. Lo si apprende da fonti sindacali.
Stasera i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil e governo
terranno una nuova videoconferenza intorno alle sette. (AGI)

Messaggio del Segretario Generale della Cisl
Anna Maria Furlan

Carissimi Carissime,
a seguito dell incontro in videoconferenza con il Presidente del Consiglio, svolto in data odierna sull emergenza Covid 19, stiamo predisponendo un documento condiviso con tutte le disposizioni, che dovranno prevedere anche fermate di alcuni giorni, a cui tutte le imprese dovranno adeguarsi Appena il documento sara definitivo ve lo invieremo


Annamaria Furlan

A tutti i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, aziendali, territoriali e di sito produttivo,

in questo momento così difficile per il nostro Paese, in cui la grave emergenza sanitaria, dovuta al diffondersi del COVID-19, ha imposto a tutti i cittadini di modificare le proprie abitudini e stili di vita, il Governo e tutte le Istituzioni fanno appello a ogni singolo cittadino affinché si assuma responsabilità civile e solidarietà, al fine di evitare la diffusione dell’infezione e contenere il fenomeno. Ed è per questo motivo che ora, più che mai, è necessario innalzare il livello di attenzione per prevenire il diffondersi del virus e salvaguardare, la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori che in molti settori, sono a tutt’oggi chiamati a svolgere la propria attività nei posti di lavoro, così come previsto nell’ultimo DPCM dell’11 marzo 2020 (allegati 1 e 2).

Ricordiamo, quindi, a tutti i RLS che, nel rispetto di quanto previsto nell’ultimo DPCM,, in modalità di confronto e consultazione da parte del Datore di lavoro, in collaborazione con l’RSPP e il Medico competente (ove già previsto), in ordine alle attività produttive e professionali che non risultino regolate da disposizioni mirate (vedi settori operanti in sanità) o sospese (allegato 1 e 2 del DCPM, 11 marzo 2020), sia necessario assumere protocolli di sicurezza anti-contagio – che prevedano, almeno, la distanza minima tra soggetti (anche nei locali della mensa aziendale), ma anche, sulla base delle valutazioni di maggior tutela, l’adozione di interventi di natura organizzativa, la distribuzione di specifici dispositivi di protezione individuale, adeguate e specifiche misure igienico sanitarie e, sempre, una costante e ripetuta sanificazione degli ambienti di lavoro. Laddove, pertanto, non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro, come principale misura di contenimento, sarà necessario che i datori di lavoro si adoperino per individuare soluzioni di prevenzione adeguate, e se necessario, diversificate e, comunque, specifiche, tra le quali il fornire strumenti di protezione individuale (art.2, c.7, lettera d, del DCPM, 11 marzo 2020) o soluzioni alternative (nel caso non siano ad ora reperibili) che garantiscano la massima tutela della salute e sicurezza sul lavoro (art.2087 c.c.). E’ inoltre necessario che i datori di lavoro, in collaborazione con l’RSPP, il MC (ove già previsto), consultando l’RLS, verifichino la rispondenza del DVR (e dei DUVRI, nei riguardi delle aziende in appalto) agli interventi messi in atto e ai protocolli di prevenzione adottati. E’ altresì obbligo a carico del datore di lavoro informare tutti i lavoratori sull’adozione di suddette misure di intervento (art. 36, D.lgs 81/08 s.m.), prevedendone il totale rispetto da parte di tutti. Per tutte le attività non sospese, comunque è prioritario che venga disposto, per quanto possibile e coerente con le diverse mansioni, lo svolgimento delle prestazioni lavorative attraverso la modalità di lavoro agile (da favorire, tra gli altri, per l’attività degli RLST, quando non indispensabile la visita negli ambienti di lavoro), secondo le procedure previste (D.Lgs 81 del 2017), anche eccezionalmente in assenza di accordi individuali, avvalendosi della documentazione resa disponibile sul sito dell’INAIL. Si precisa che non è disposta alcuna sospensione della sorveglianza sanitaria dei lavoratori (D.Lgs.81/08 s.m., artt.25 e 41) : il controllo sanitario è difatti una delle misure di tutela previste dal D.Lgs.81/08 s.m., art.15. Roma, 13 marzo 2020 Ricordiamo, inoltre, che sempre sul sito del Ministero della Salute si possono trovare i numeri verdi regionali e altri numeri dedicati all'emergenza ai quali chiamare in caso di richiesta di informazioni e sulle misure urgenti per il contenimento e la gestione del contagio del nuovo coronavirus in Italia. In questa fase di emergenza dobbiamo rispettare le indicazioni del Governo, nel pieno rispetto della salute di tutti i lavoratori e di tutti i cittadini italiani al fine di contenere la diffusione del virus. In ultimo, riportiamo in allegato alla presente il messaggio che i nostri segretari generali hanno inviato, in data 10 marzo, alle associazioni datoriali e al premier Conte.

I Segretari Confederali CGIL CISL UIL Rossana Dettori Angelo Colombini Silvana Roseto

Giovedì, 12 Marzo 2020 13:07

Comunicato Emergenza Covid19

Venerdì, 06 Marzo 2020 22:05

Emergenza corona virus

Il Decreto del 4 marzo dispone misure di contrasto e contenimento del virus Covid-19; siamo tutti preoccupati ma non serve generare psicosi e panico, serve responsabilità. Atteniamoci scrupolosamente alle indicazioni, come chiesto dallo stesso Presidente Sergio Mattarella: l Fino al 3 aprilenonsipossono organizzare eventi, convegni,manifestazioni. Sonoposti limiti nelle attività sportive, ricreative, agli accessi sia negli ospedali che nei centri di ricovero; l Fino al 15 marzo sono sospese le attività scolastiche e universitarie; l Restano leparticolarirestrizioni per le zone piùcolpite, le cosiddette zone rosse e zonegialle. Siamo chiamati a cambiare abitudini e comportamenti della nostra vita quotidiana. Rispettiamo rigorosamente lemisure igienico sanitarie indicatedalla comunità scientifica: Siamo al vostro fianco, nelle nostre sedi, nei luoghi di lavoro e sul territorio a disposizione di lavoratori, lavoratrici, pensionate e pensionati, così come delle cittadine e dei cittadini tutti. Nel pieno rispetto dellenorme emanate dal Governo, le nostre sedi sono aperteper accogliere chi ha bisogno del sindacato.

Potete contattarci anche telefonicamente, via mail, via web.

Ci siamo, per una consulenza, per un consiglio, per offrire i nostri servizi e la nostra tutela. Ci siamo anche solo per scambiare le nostre opinioni, confrontarci e dare sostegno. Ci siamo grazie alle tante persone che quotidianamente vi accolgono nelle nostre sedi, nei luoghi di lavoro, che hanno le vostre stesse preoccupazioni e alle quali va la nostra gratitudine per l’impegno, la disponibilità e lo spirito di servizio con cui svolgono la propria missione.

In data 3 Dicembre 2019 in Cagliari, presso la sede di Confindustria, si sono incontrati:

- le società Sky Italia Network Service srl e Sky Italia srl (l'Azienda)

e

- le OO.SS. nazionali di categoria SLC Cgil UILCOM Uil Fistel CIsl

Martedì, 03 Dicembre 2019 17:06

Cisl, un piano per la politica industriale

Ora un progetto di politica industriale, di ANNAMARIA FURLAN

COMUNICATO Il giorno 23 gennaio 2020 si è svolto a Roma l’incontro fra la Wind Tre, le scriventi Segreterie Nazionali e le RSU. L’incontro ha avuto all’ordine del giorno l’illustrazione della situazione aziendale e del Piano di Impresa per il triennio 2020/2023. Sebbene in un quadro competitivo ancora molto complicato, caratterizzato dalla presenza di operatori “leggeri” che continuano a spingere decisamente sul tasto della competizione sui costi, la dirigenza aziendale ha confermato di voler puntare su una crescita armonica che non rincorra necessariamente il mercato delle tariffe più basse ma stabilizzi l’azienda nel segmento delle medie e piccole imprese e del mercato consumer. Sul fronte degli investimenti tecnologici Wind Tre conferma l’investimento iniziale di 6 MLD di euro nella realizzazione della rete unica e nello sviluppo dell’infrastruttura 5G. Le recenti operazioni societarie hanno permesso di razionalizzare la catena di controllo aziendale sotto le Holding Hutchintson Wampoa favorendo una razionale ristrutturazione del debito con una conseguente semplificazione della capacità di investimento. Il Turn around della “rete unica” fra infrastrutture “ex Wind” ed “ex TRE” è ormai alle battute finali. Ciò consentirà, sempre a dire dei responsabili aziendali, di avere a breve una rete “4G” unica ed efficiente pronta per lo sviluppo delle infrastrutture 5G. L’Accordo commerciale con Fastweb consentirà all’Azienda di aprire ulteriori ed interessanti spazi di sviluppo infrastrutturale, tecnologico e commerciale. Dal punto di vista organizzativo l’Azienda ha dichiarato che il prossimo triennio sarà caratterizzato dall’esigenza di gestire una fase di trasformazione molto forte. Una trasformazione legata sicuramente ai processi di digitalizzazione, ma anche alla fine della fase di fusione fra le due realtà societarie iniziali. Questa trasformazione, secondo i responsabili aziendali, porterà a dover intervenire per evitare ridondanze e rischi di obsolescenza professionale per l’equivalente di circa 1500 persone nel triennio. L’azienda ha dichiarato di voler perseguire una strada non traumatica e condivisa nel gestire la fase di cambiamento attraverso un programma di “insourcing” di nuove attività, riprofessionalizzazioni e formazione certificata ed uscite volontarie. Sul tema del progetto di esternalizzazione dei Data Center, i massimi dirigenti aziendali hanno alla fine accolto le richieste sindacali di procedere, nel caso di cessione dell’asset, solo con il criterio della volontarietà. Come OO.SS. si è convenuto nell’analisi della forte complicazione del quadro complessivo del settore delle TLC. E’ positiva la scelta del management di abbandonare la strada della mera competizione sul prezzo provando a riattribuire valore ad una attività complessiva che, soprattutto nell’attuale fase di rivoluzione tecnologica, non può in alcun modo permettersi di bruciare margini che andrebbero focalizzati sull’innovazione. Non sfugge al Sindacato confederale l’urgenza di gestire una fase complessa di transizione tecnologica e, quindi, anche professionale. Il fatto che l’Azienda abbia deciso di provare a condividere un percorso Affiliazione ad SLC - Tel. 06-42048212 Fax 06-4824325 UNI FISTel - Tel. 06-87979200 Fax 06-87979296 Union Network International UILCOM - Tel. 06-45686880 Fax 06-85353322 comune, e quindi anche un modello, è chiaramente una buona notizia frutto anche delle mobilitazioni di questi mesi. Occorre naturalmente essere molto chiari sulle priorità sindacali. In questi anni molte persone sono uscite dal perimetro di Wind Tre e, con esse, spesso sono uscite molte attività anche pregiate. Per il sindacato la priorità resta sempre la difesa dell’occupazione di qualità. Sappiamo che i processi di digitalizzazione produrranno, insieme all’unificazione dei processi organizzativi e tecnologici aziendali, potenziali pericoli per la tenuta occupazionale del perimetro di Wind Tre. Ma proprio perché il compito che ci aspetta è serio occorrerà fin dai prossimi appuntamenti procedere ad una rigorosa ricognizione di tutto il perimetro aziendale: quanto lavoro c’è oggi in azienda; quanto lavoro potrebbe essere eroso dalla digitalizzazione e dall’ultimazione dei processi di fusione; quanto lavoro nel frattempo è uscito e quanto dovrà rientrare sotto forma di reinternalizzazioni. Con questo approccio, anche con l’ausilio delle uscite volontarie e di strumenti quali l’art. 4 Fornero, e condividendo un percorso che toglie l’unilateralità dal tavolo, siamo convinti che si possa riportare Wind Tre sul solco di una tradizione di relazioni sindacali partecipate e condivise in nome di quella contrattazione d’anticipo con la quale stiamo provando, nel settore, a governare il comminato disposto dell’azione dirompente della rivoluzione tecnologica, del calo drammatico dei fatturati nell’ultimo decennio e della pressoché totale assenza di un “piano Paese” per il mondo delle Telecomunicazioni. Già a partire dal prossimo 13 febbraio inizieremo il confronto con l’Azienda e verificheremo fattivamente la volontà a perseguire questa strada. Roma, 24 gennaio 2020 Le Segreterie Nazionali SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

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